sabato , Gennaio 23 2021

Leonforte. Che fare?

Che fare? Era il titolo del giornale di Fontamara (romanzo di Silone), il primo giornale dei cafoni. Che fare? Si domandava il popolo se il potere ti ignora?
A Leonforte succedono cose che meriterebbero una risposta eppure il potere non risponde, perché? Perchè le interrogazioni e le interpellanze dei consiglieri di opposizione restano senza risposta? Rispondere “non c’è risposta” è cosa grave specie se il tema in questione è la mancanza di finanziamento dei cantieri di servizio ossia la sorte di tante famiglie, vincolate economicamente a quei soldi.
Che fare? Boh! La piazza virtuale non pare interessarsene, preferisce discutere di una chiacchiera riguardante il mancato ritiro degli ingombranti, chiacchiera priva di fondamento e smentita direttamente dal responsabile del servizio, il signor Gaetano Monsù : “Non è assolutamente vero come responsabile non ho mai detto a nessuno una cosa del genere…..ho spiegato che c’è una lista da seguire quindi c’è d’aspettare possono testimoniare persone che puntualmente sono state chiamate e abbiamo effettuato il ritiro… Ovviamente c’è anche Chi pensa che per ingombranti si dovrebbero effettuare traslochi” . Gli ingombranti verranno ritirati nei tempi consentiti a un personale numericamente limitato, dunque.
Stia sereno il leonfortese scrupoloso, gli operatori ecologici lavorano al meglio delle loro possibilità. Arredare i campi di elettrodomestici dismessi è un vezzo che riguarda un limite mentale e non un servizio mai sospeso. Non ci sono scuse paesani: siate civili e non gettate buste dal finestrino dell’autovettura nuova e profumata, il mondo va oltre un cruscotto lucido e griffato.
Siate sereni e gioite perché se è vero che i soldi per i cantieri di servizio sono limitati e altrettanto vero che la chiesa della Catena si farà! Da venti anni il paese attendeva questo momento. E ora grazie alla dedizione di sindaco, del presidente del consiglio, capogruppo di maggioranza e dell’ assessore all’urbanistica si farà. Il consiglio comunale nella seduta del 31 maggio 2019 ha votato all’unanimità la variazione al Prg consentendo alla chiesa e alla curia vescovile di Nicosia di porre fine “a un attendismo ventennale”.
I lavoratori in attesa di stipendio potranno pregare la Madonna in un luogo più consono alle loro aspettative.

Gabriella Grasso