sabato , Gennaio 23 2021

Leonforte. Gli operatori del Ferro/Branciforti/Capra denunciano le gravi carenze di strumenti e personale

Da anni gli utenti del nosocomio leonfortese denunciano le carenze di personale e di farmaci e di mezzi diagnostici, ma data la funzionalità elettorale o di interesse personale si era preferito creare due schieramenti contrapposti: da una parte il malato, dall’altro il dottore. I denunciatori cronici avevano accettato di indossare l’abito dei disfattisti e i parenti dei morti o dei difettati dalla malasanità, di sciacalli. Termini cari anche ai moderni denunciatori, che avvertono, solo ora, la condizione del baraccone disastrato altrimenti inteso ospedale. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, Toti Amato, il presidente dell’Ordine degli Infermieri, Francesco Gargano, il responsabile regionale di Cittadinanza attiva, Giuseppe Greco, avevano denunciato lo stato della sanità siciliana già a giugno, nel forum organizzato a Palermo dall’agenzia Italpress. Il servizio sanitario siciliano è collassato e con l’autonomia differenziata, voluta da Fontana e Zara, rischiamo, noi esclusi dalla sanità del Nord, di crepare per un semplice raffreddore. Definanziamento della spesa pubblica, carenza di medici anestesisti, assenza di Livelli essenziali di assistenza, blocco dei concorsi e burnout dei medici costretti a turni estenuanti; sono cose tutte e solo nostre, oltre Roma la sanità funziona. Gargano, al forum, aveva detto: “gli infermieri non sono in grado di assicurare un’assistenza dignitosa ai malati, che sempre più spesso sono pazienti con pluripatologie e di età avanzata. C’è uno studio scientifico che evidenzia come il rapporto ideale tra infermiere e paziente dovrebbe essere oggi di uno a sei. Non pretendiamo tanto e auspichiamo che tale rapporto sia di almeno uno a otto, ma ci sono strutture sanitarie in Sicilia dove si arriva anche a un infermiere ogni 21 pazienti, e un infermiere ogni 18 pazienti è molto diffuso. Questo è inaccettabile. Un infermiere in meno – sottolinea Gargano – aumenta del 20% il rischio mortalità del paziente”. L’ultimo rapporto Osservasalute scrive: “i dati sul personale medico e sul personale infermieristico del Ssn mostrano una progressiva riduzione del numero di unità se il trend sarà confermato sarà sempre più difficile colmare la mancanza di personale medico e infermieristico per far fronte ai bisogni di cura sempre maggiori che si presenteranno nel prossimo futuro». A Leonforte questo disastro era stato percepito e denunciato da taluni, ma ridimensionato o banalizzato da altri, perché? Perché i primi cittadini del bacino di utenza relativo all’F/B/C non agiscono adeguatamente? Siamo di fronte a una tragedia sanitaria, occorre esserci e fare con forza, limitarsi a postare malumori è solo teatro e da noi il teatro ha già troppo spazio.

Gabriella Grasso