martedì , Gennaio 19 2021

Al “campanilismo” del Presidente della Commissione Sanità del Comune di Piazza Armerina, chiara risposta del manager dell’ASP Enna

Enna. “Preferisco far parlare i fatti. Non mi faccio impaludare nelle polemiche. La prossima settimana inizieremo con gli interventi di oculistica a Piazza Armerina”.

Chiara (n.d.r.: diremmo chiarissima) e concisa risposta del Direttore Generale dell’ASP 4 di Enna, Francesco Iudica, al Consigliere Concetto Arancio “Presidente della Commissione Sanità” del Comune di Piazza Armerina, che ha inviato agli organi di informazione quanto segue:

“Giusto per puntualizzare, risulta d’obbligo esplicare qualche replica per contestualizzare una realtà, quella della sanità Ennese e nello specifico l’Ospedale Chiello di Piazza Armerina, considerato dalla parte di chi ci abita, vive, lavora.
Quando il direttore Generale Iudica parla di “autonomia” riferita ai Reparti Dipartimentali, sostenendo che in condizioni di difficoltà operativa, può trasformarsi in isolamento, suona molto male, pur non mettendo in dubbio la buona fede del dir. Generale!
Per chi non lo sapesse le Unità operative Dipartimentali sono state istituite da qualche anno, nello specifico Direzione Sanitaria, Radiologia, Ortopedia, Anestesia, Chirurgia, Odontoiatria, che prima di questa data, alcune di esse, erano come le avrebbe volute modificare il Dott. Iudica: unità operative semplici.
Per chi non ha memoria corta, non risulta che in carenza di organico i responsabili di strutture complesse abbiano mai inviato medici, infermieri, o altro a far fronte alle carenze.
A dire il vero esiste una sostanziale differenza tra la Struttura Semplice e la Struttura Dipartimentale, poiché mentre la Struttura Semplice dipende, sia dal punto di vista finanziario che organizzativo-gestionale, dalla Struttura Complessa allocata ad Enna, le Strutture Dipartimentali non dipendono da quella Complessa ma dal Dipartimento, infatti esse sono articolazioni organizzative con specifiche responsabilità di gestione di risorse umane, tecniche e finanziarie (Budget negoziato).
Quindi la affermazione del Direttore Generale che definisce la “autonomia” della Struttura Dipartimentale, “in possibile condizione di difficoltà operativa, isolamento”, risponderebbe al vero qualora Il Direttore Generale non volesse o non sarebbe nelle condizioni di porre tali strutture in un adeguato assetto, atto a poter fornire il servizio secondo i dettami del legislatore, anche attraverso la giusta dotazione organica ad oggi carente di Medici Ortopedici, Chirurghi, Anestesisti, Radiologi, Pediatri, Internisti e Medici dell’Emergenza, oltre alle figure del Comparto (Personale Ausiliario, Infermieri).
In caso diverso, l’Ospedale Chiello di Piazza Armerina, classificato Ospedale di Base, quindi Ospedale che acquisisce Autonomia grazie alla presenza delle Strutture Dipartimentali, andrebbe ad essere quell’”Ospedale di Roccacannucia” a cui il Direttore Iudica fa riferimento.
Pertanto, aldilà della personale proposta di riorganizzazione degli Ospedali cosidetti “minori”, alla luce della reale nuova Rete Ospedaliera che prevede, non a caso, le Strutture Dipartimentali, sarebbe opportuno che chi ha Responsabilità di fare funzionare tutti gli ospedali minori e maggiori, piuttosto che parlare di isolamento dovrebbe occuparsi, facendo tesoro della esperienza e capacità organizzativa, certamente in appieno riconosciute al Direttore Iudica, di trovare le soluzioni necessarie ad evitare “l’isolamento”.
Ciò significa adeguare la pianta organica al nuovo Atto Aziendale attraverso gli adeguati e necessari strumenti.
All’uopo si puntualizza inoltre che la Sanità Provinciale non offre una assistenza celere con liste di attesa lunghe, ad eccezione di alcuni servizi, ed un indice di fuga elevato non dovuto certamente alla mancanza di figure professionali, ma dal fatto che, le stesse, non vengono adeguatamente poste nelle condizioni di operare al meglio delle proprie capacità e possibilità.
Perseguire obiettivi del sistema significa mettere in campo assetti organizzativi integrandoli ai fini di garantire equità, continuità ed omogeneità di accesso alle prestazioni sanitarie e a servizi di qualità sul tutto il territorio.
Se poi un capo Dipartimento dovesse essere un Farmacista a coordinare le unità di cui sconosce il funzionamento…non avrebbe senso; così come non ha senso fare riferimento alle Regioni da Roma in su, perché il paragone non regge per ovvie motivazioni.
Non solo i tempi non sono maturi per le proposte del Dott. Iudica , non sono maturi i territori per la logistica orografica, per la percorribilità in situazioni di emergenza, non è maturo l’ospedale di Enna viste le criticità in cui cronicamente versa (sovra affollamento dei pazienti etc.).
Aggiungo: dare dignità a cose, persone e ad un territorio che ha già visto il depotenziamento a partire da 10 anni fa per chi ben ricorda…
Si pensi piuttosto a lavorare, a bandire i concorsi a nominare i capi Dipartimento, possibilmente non “Farmacisti”, affinché la Rete Ospedaliera, per come voluta dagli organismi regionali , abbia un senso.
Che si pensi al potenziamento di quello che al Chiello è rimasto con il sacrificio di quanti, con abnegazione e senso del dovere, quotidianamente, continuano a crederci”.