mercoledì , Gennaio 20 2021

Valguarnera. Poliambulatorio: il responsabile provinciale dei Comitati cittadini nutre seri dubbi sulla fattibilità dell’opera

Valguarnera. Sulla questione “poliambulatorio” interviene pure il coordinatore provinciale dei comitati cittadini Carlo Garofalo che non vede pure lui chiaro l’accordo tra l’amministrazione comunale capeggiata da Francesca Draià e l’Asp di Enna diretta da Francesco Iudica. La soluzione individuata di far nascere il nuovo poliambulatorio nell’immobile del Polivalente di contrada Marcato, non va giù né ai partiti di opposizione né al comitato cittadino che vedrebbero bene invece la soluzione alternativa, la ristrutturazione dello storico immobile “Sebastiano Arena”, luogo ove per decenni sono stati ubicati i servizi, prima della chiusura disposta dall’Asp, nell’aprile 2016. Per Garofalo, che sull’operazione pone molti interrogativi non è un fatto pregiudiziale ma procedurale, in quanto gli impegni non sono stati formalizzati visto che: “dall’esame dei documenti resi ufficiali- inerenti la nuova destinazione- sono emersi tutta una serie di dubbi che riguardano la legittimità degli atti e la fattibilità di quanto messo in campo sino ad oggi.” E ripercorre l’excursus: “A distanza di tre anni e mezzo dal sopralluogo dei NAS che formularono delle prescrizioni sul Sebastiano Arena per lavori da eseguire e che invece, a nostro modo, inspiegabilmente, l’ASP tradusse in intimazione di chiusura, dopo tante discussioni e confronti tra le istituzioni, qualcuno canta vittoria, pensando di avere già risolto il problema in maniera definitiva.” Ma non è proprio così. “Queste vicende –rimarca- sono state oggetto di un attento esame da parte del comitato cittadino che in tutto questo periodo non ha mai smesso di vigilare, proporre, confrontarsi e chiamare, quanto necessario, alla mobilitazione la gente. Resta bene inteso- specifica a chiare lettere- che il comitato cittadino sarebbe ben felice se da qui a breve si trovi la soluzione definitiva al problema Poliambulatorio; purtroppo, le carte prese in esame lasciano presagire altro e comunque da un punto di vista degli atti amministrativi posti in essere dalla Giunta Municipale, poco o niente di certo esiste.” Ed avanza una serie di dubbi ed eccezioni. “Il primo grande dubbio- afferma- deriva dalle scelte che la Sanità ennese ha fatto in questi anni, chiudendo o ridimensionando di molto i Presidi Ospedalieri di Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia, ridimensionando i servizi su tutto il territorio ennese, nell’ottica di risparmi per ottimizzare i risultati di bilancio”. E quindi alla luce di quanto sta avvenendo in provincia si pone delle domande: “perché proprio a Valguarnera l’ASP punta a realizzare un centro della salute (parole dei dirigenti dell’ASP ) “il primo del genere da Napoli in giù”? Perché l’ASP deve investire delle somme per rendere agibili dei locali che non sono di sua proprietà e il giorno dopo si pone il problema di cosa fare dei locali dell’ex Ospedale di Enna? I dubbi sono avvalorati dal fatto che fino ad oggi l’ASP e il suo Direttore hanno solo parlato, fatto promesse, ma non riusciamo ad individuare alcun atto amministrativo con cui l’azienda si impegna a fare cosa, quando e come.” Per poi continuare: “noi saremmo ben felici di leggere un atto di impegno formale e legale da parte dell’ASP e che riguarda i servizi da svolgere a Valguarnera, le specialistiche, i medici, il personale da adibire, in una parola un piano di intervento e di conseguenza un impegno. Di tutto questo –ribadisce Garofalo- non c’è traccia e poiché i Direttori delle ASP sono di nomina politica, noi pretendiamo che tutto sia formalizzato nei fatti con atti amministrativi. “ E poi altri interrogativi: “Ci chiediamo, se oggi non esiste alcun atto da parte dell’ASP e domani la politica decide di nominare altro Direttore, il nuovo che verrà manterrà la parola data?” Ed ancora: “è mai possibile che un Ente e un’Amministrazione Comunale tratta il delicato problema come se fosse un affare privato? Ed infine, altre perplessità sulle coperture finanziarie a carico del Comune- ovvero realizzazione dei parcheggi e campetto di calcio a 5: “nel condividere l’eventuale intervento urbanistico nella zona, da mettere in sicurezza, e realizzando quanto previsto nel vigente PRG, due perplessità sorgono anche sul tipo di intervento che l’A.C. intende realizzare ed il modo di indicarne la copertura finanziaria. La zona- secondo il coordinatore dei comitati cittadini- risulta essere destinata a verde attrezzato e per la ridotta dimensione dei luoghi, non ci sembra adatta ad ospitare un campetto di calcio a 5, con relativi spogliatori, bagni, tribuna e parcheggi. Avremmo preferito uno spazio a verde con parcheggi (su questo tipo di intervento sarebbe auspicabile sentire i residenti della zona!!!). Infine, la copertura finanziaria (circa € 400.000) sarebbe trovata attraverso un mutuo di 15 anni da contrarre con il Credito Sportivo. Data la situazione finanziaria dell’Ente, anche in questo caso nutriamo seri dubbi sulla possibilità di essere finanziati con un mutuo. Ci chiediamo: e se il finanziamento non arriva, cosa accadrà in quella zona sprovvista di parcheggi e con seri pericoli di incolumità. Anche su questo- conclude Garofalo- chiediamo certezze per noi, ma soprattutto per i residenti della zona, prima di mettere in atto azioni che potrebbero ritorcersi contro l’Ente Comune, contro gli stessi residenti della zona e contro i cittadini che si vedrebbero privati dei servizi sanitari. Pertanto, ben lieti di divenire un riferimento di buona sanità che eroga ottimi servizi, ma chiediamo che le carte e gli impegni vengano formalizzati così come prevede la buona prassi amministrativa e la normativa”.

Rino Caltagirone