sabato , Febbraio 27 2021

A Mesagne studentessa di Valguarnera vince premio nazionale di “teatro, narrativa e poesia”

E’ una studentessa di Valguarnera Martina Greco, la vincitrice della XVII edizione del premio letterario nazionale di “teatro, narrativa e poesia” svoltosi nella città di Mesagne, in provincia di Brindisi. L’opera premiata per la sezione “narrativa”, si intitola “Mia” e parla di una ragazza di nome Bea, apparentemente normale ma con tanti problemi esistenziali. La premiazione è avvenuta domenica scorsa 1^ dicembre presso il Teatro comunale della cittadina pugliese. Durante la manifestazione sono stati premiati assieme alla studentessa valguarnerese, altri giovani autori provenienti da tutta la Penisola, che hanno allietato la serata con musica, racconti e poesie. Martina frequenta il 5^ anno del Liceo Scientifico di Piazza Armerina e nei giorni scorsi ha compiuto 18 anni. Per il suo futuro ha diversi sogni nel cassetto. Oltre quello di diventare una grande scrittrice, da grande vorrebbe fare il medico per lavorare nell’ambito delle Case Famiglia o degli Orfanotrofi, con lo scopo di aiutare i ceti più deboli della società, quella società oggi parecchio discriminante e sempre più priva di valori morali ed emozioni. Molte volte –ci dice Martina- mi capita di pensare alla mia generazione. Una generazione apparentemente priva di grandi ideali, una generazione fragile e, talvolta, autodistruttiva. La sua ispirazione letteraria ha come protagonista una ragazza di nome Bea, apparentemente normale ma con tanti problemi che non riesce a superare e che la portano al punto di compiere il gesto estremo, fermandosi appena in tempo. Ecco come la racconta Martina: “La mia esperienza quotidiana, diretta e indiretta- confida- mi ha spinto a scrivere di Bea, una ragazza come tante, che desidera essere accettata in una società ingabbiata dentro schemi stereotipati. Bea è una ragazza fragile, una ragazza che ha molte incertezze su sé stessa e sul rapporto con i suoi coetanei; Bea è una ragazza che non sa costruire rapporti solidi e duraturi con chi le sta accanto; Bea è una ragazza che ha paura di perdere le persone veramente importanti per lei ed è per questo che, paradossalmente, allontana tutti coloro che in realtà le vogliono bene; Bea potrebbe essere la ragazza seduta accanto a noi sul tram, la nostra migliore amica, nostra sorella. Il problema della mia generazione, definita “social and selfie generation”, è proprio la ricerca continua di uniformarsi a dei canoni definiti “vincenti”. Infatti, Bea prova un senso di invidia per la compagna di classe più magra e più “popolare” di lei. Così cerca disperatamente di modellare se stessa su quel modello “perfetto” che, in realtà, la porterà ad un passo dalla sconfitta peggiore di tutte, la morte. Al contrario di molti adulti, io, credo nella mia generazione, ed è per tale ragione che Bea ad un passo dal trasformarsi in un teschio simile a quelli che osservava stupita da piccola, trova la forza di reagire. Bea finalmente comprende il suo errore, si accorge di sé stessa e per la prima volta nella sua vita inizia ad amarsi, proprio come dovremmo fare tutti un po’ di più”. Insomma, un bellissimo racconto da leggere.

Rino Caltagirone