martedì , Gennaio 26 2021

Ex sindaco di Villarosa, Gabriele Zaffora: “dalla sinistra di Crocetta alla destra di Musumeci senza che sia cambiato nulla”

Partendo dalla drammatica situazione economica ed emigratoria di Villarosa, con l’ex sindaco Gabriele Zaffora si è fatta una riflessione sulla provincia ennese e la Sicilia nel suo complesso, lanciando indietro lo sguardo nel passato. “Il problema economico ed emigratorio di Villarosa – dice Zaffora – è identico a tutti gli altri paesi dell’entroterra siciliano e del meridione in generale. Un problema diverso, se vogliamo, rispetto ai paesi costieri, i quali avendo avuto l’opportunità del turismo stagionale, sono sopravvissuti meglio alle crisi ricorrenti”. Di chi la colpa? “Negli anni ‘70, quella che ancora non era l’Unione Europea così come è oggi, aveva già previsto dei fondi per le aree interne e ci fu tutto un periodo in cui questo problema, sull’onda della chiusura delle miniere e della conseguente emigrazione, voglio ricordare tutte le battaglie che fece l’ex deputato europeo Pancrazio De Pasquale su queste tematiche, era costantemente all’ordine del giorno. Ora è un problema che non trovi più neanche negli archivi storici. Vedi ad esempio la questione della Nord-Sud o, per rimanere nel nostro piccolo, a proposito di popolo inconcludente, i 12 anni della panoramica del capoluogo Enna, una delle strade di arroccamento al centro storico cittadino, crollata, dalla quale non se ne riesce a venire fuori. Sono due esempi di problemi strutturali che dimostrano come la Sicilia, pur potendo godere di oltre 70 anni di autonomia, facendone un pessimo uso, ha espresso e continua ad esprimere ceti politici inadeguati rispetto alle necessità. Ceti politici che, purtroppo, si ripropongono: noi siamo passati, facendoci una doccia scozzese, dalla sinistra, Crocetta, alla destra, Musumeci, senza che sia cambiato nulla, a mio modo di vedere. Attorno alla politica regionale – prosegue Zaffora – sono cresciuti e si sono consolidati una serie di ceti che non sono politici, che non sono in prima fila; è quel mondo grigio di collegamento tra la società e la politica, che è pieno di privilegi, e sono quelli che alla fine determinano le scelte politiche. Il fatto che Villarosa sia in compagnia di tanti altri, perde abitanti come Enna, Leonforte, Nicosia, così come tanti paesi sub montani dei Nebrodi o delle Madonie, poco importa. Il problema è che senza la risoluzione dei problemi strutturati con le problematiche delle aree interne, se non si da fiato a questa parte della Sicilia, non ci sarà una stagione di crescita o di rinascita. E’ grave che in un mondo che si va evolvendo noi non riusciamo neanche a valorizzare quello che di fatto ci è rimasto. La terra, ad esempio, come patrimonio intangibile economico e culturale dalla quale si possa ricavare non solo il necessario per vivere, ma anche il fatto di non disperdere un altro incommensurabile, immateriale patrimonio. E cioè il patrimonio umano di giovani che si qualificano e se ne vanno a dare come contributo del loro sapere, della loro umanità della loro giovinezza della loro freschezza, in altri territori. E sinceramente, quando penso a tutte queste cose messe insieme, dico: noi siamo pazzi. E’ un’umanità la nostra che corre alla disperata verso l’autodistruzione. E’ tempo – conclude Zaffora – che si dia ai giovani la necessità di ritrovare speranza e fiducia, nonostante numeri e statistiche conducano altrove”.

Giacomo Lisacchi