giovedì , Febbraio 25 2021

Leonforte. L’Università Popolare ha discusso e ragionato di memoria

Leonforte. Lunedì 27 gennaio è Il Giorno della Memoria, si tratta di una ricorrenza internazionale per commemorare le vittime dell’Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria.
Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nell’ offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. L’antisemitismo è stato definito l’odio piu’ lungo e ha riguardato ogni tempo: l’antisemitismo cristiano nell’ultimo scorcio della storia antica e durante il Medioevo, che era per sua natura di tipo religioso e che si estese fino alla storia moderna; l’antisemitismo politico, sociale ed economico dell’Illuminismo e dell’Europa post-illuministica, che ha posto le basi per l’antisemitismo razziale e l’antisemitismo razziale che sorse nel XIX secolo e culminò con il nazismo e con i campi di concentramento e di sterminio. Dopo una passeggiata storica gli universitari si sono fermati sulla questione dei totalitarismi e sulla necessità di differenziare la memoria. La specificità della Shoah riguarda la pianificazione scientifica, burocratica e metodologica che venne attuata nello sterminio di un popolo considerato una non razza. Era obbligo di legge denunciare un ebreo. Eichmann a Gerusalemme alla corte israeliana disse:“Eseguivo soltanto degli ordini”, ma rinunciare alla capacità di pensare e sentire è sufficiente a cancellare il crimine commesso? Giustizia e legalità sono spesso concetti antitetici e la comparazione fra i due regimi totalitari e assassini più importanti del Ventesimo secolo è scorretta perché l’orrore ideologico del nazismo, pieno di idee di dominio razziale, di miti ariani, non è comparabile al pensiero originario del comunismo che cercava, l’uguaglianza sociale. L’Università Popolare usa confrontare idee e opinioni diverse e la lezione di lunedì 27 gennaio ha dato luogo a un momento di riflessione e ragionamento aderente all’attualità, non sono mancati infatti le citofonate salviniane paragonabili agli untori dei tempi bui.

Gabriella Grasso