sabato , Aprile 17 2021

Conferenza Episcopale Siciliana ha proclamato San Felice da Nicosia Patrono regionale dei donatori di sangue

La Conferenza Episcopale Siciliana presieduta da mons. Salvatore Cristina arcivescovo di Catania, a seguito dell’istanza del C.I.V.I.S. – Coordinamento interassociativo dei volontari donatori di sangue AVIS, FIDAS, FRATES – affinché i donatori di sangue ricevessero un patrono regionale, i Vescovi di Sicilia hanno proclamato San Felice da Nicosia Patrono regionale dei donatori di sangue.
Hanno inoltre espresso l’auspicio che la buona pratica di vita della donazione del sangue possa, per sua intercessione, crescere sempre più come esperienza autentica di gesto disinteressato, anonimo e gratuito che ha tutte le caratteristiche di una vera opera di misericordia. San Felice da Nicosia, figlio del calzolaio Filippo Amoroso e di Arcangela La Nocera. suo nome di battesimo era Filippo Giacomo.
Fin da bambino fu molto devoto,dove si dedicò alla questua assieme al fratello, visitava sia le case dei ricchi per invitarli a condividere i loro beni, sia quelle dei poveri per dare loro conforto materiale e spirituale. Tutti i venerdì digiunava a pane ed acqua e contemplava la passione e la morte di Gesù Cristo stando nel coro del convento, con le braccia aperte a forma di croce. Si dedicò anche alla cura degli infermi, sia nel corpo che nello spirito, ottenendo spesso per essi guarigioni miracolose. Era particolarmente dedito alla preghiera ed alla penitenza.
La Storia racconta che nel 1777 il vicino paese di Cerami venne colpito da una grave pestilenza, il superiore dei cappuccini del luogo chiese a Felice di andare ad assistere i malati, cosa che egli fece con grande abnegazione, nonostante fosse già avanzato in età. Obbediente fino alla fine, prima di morire chiese il permesso al superiore. Morì il 31 maggio 1787.
Canonizzato da Papa Benedetto XVI il 23 ottobre 2005, è indicato come esempio di vita povera e santa, che ha fatto del motto “Sia per l’amor di Dio” un impegno costante a favore dei bisognosi e degli ammalati che era pronto a servire giorno e notte.