giovedì , Febbraio 25 2021

Calascibetta: acqua fognaria fuoriesce dalla roccia. Lettera di un cittadino al Prefetto di Enna

Calascibetta. Non si arresta la fuoriuscita di acqua fognaria lungo il tratto di roccia che sorregge via San Michele. Una vicenda che oramai va avanti da diversi anni anche se in passato Acquaenna è intervenuta, ma senza successo, nel tentativo di individuare perdite nel condotto fognario. Tanto è vero che il liquido melmoso continua di tanto in tanto a sgorgare dalla roccia che costeggia la trafficata via Dranza e dove poggia via San Michele. Diverse sono state le segnalazioni ad Acquaenna, anche da parte del Comune xibetano, ma il danno non è stato ancora individuato. L’imputato principale sembrerebbe l’obsoleto sistema fognario che scorre lungo via San Michele che andrebbe sostituito da una nuova condotta. Un compito che sembra spettare ad Acquaenna, la società che, oltre ad assicurare la distribuzione dell’acqua in tutto il territorio ennese, garantisce anche la manutenzione dei tubi fognari. Così, di fronte questa problematica dove la burocrazia ha preso il sopravvento, un cittadino, Mario Barberi, proprietario di un garage nel tratto in questione, ha deciso questa volta di fare appello al Prefetto di Enna, Matilde Pirrera, oltre che ad Acquaenna e al sindaco di Calascibetta Piero Capizzi. Barberi, che abita negli Stati Uniti ma due mesi l’anno ritorna nella sua Calascibetta, si augura che il Prefetto prenda a cuore questa vicenda. “Da molti anni-spiega Mario Barberi- subisco danni perché l’acqua fognaria si infiltra anche all’interno del mio garage, al civico 48 di via Dranza. Più volte in passato ho fatto presente, sia verbalmente sia con nota scritta, la questione anche alle autorità politiche comunali, ma sino a oggi non ho visto nessun cambiamento. Faccio notare, inoltre, che in via Dranza abitano decine di bambini che a volte, costeggiando il muro roccioso, calpestano la melma. Tra qualche giorno -conclude Barberi- ritorno in America, spero che lei, signor Prefetto, prenda a cuore la problematica”.

Francesco Librizzi