domenica , Gennaio 24 2021

Troina, 4 positivi al coronavirus, gruppo dipendenti di strutture sanitarie del Villaggio Cristo Redentore in isolamento e sospesi i ricoveri

Una ventina di giorni fa, si era tirato un sospiro di sollievo alla notizia che la ragazza sospettata di contagio da coronavirus era risultata negativa alla prova del tampone. Non per questo però si era smesso di avere paura. La paura non era scomparsa, ma non ci aveva preso la mano. La si viveva con compostezza e ci si era rassegnati a restare a casa ed uscire solo per fare la spesa, acquistare medicinali o per fare cose di cui non si poteva fare a meno, mantenendo però la distanza di almeno un metro dagli altri senza neppure stingergli la mano per salutarli. Questa mattina il paese è precipitato di nuovo nella paura, quando si è saputo che quattro ricoverati nel Villaggio Cristo Redentore dell’Oasi Maria SS avevano contratto il contagio da coronavirus. A darne la notizia è stato il sindaco Fabio Venezia postandola sul sulla bacheca del suo profilo facebook. Che all’interno dell’Oasi tra i dipendenti si era diffusa preoccupazione per i rischi ai quali li espone il loro delicato lavoro che li pone a contatto molto ravvicinato tra di loro e con i ricoverati, lo si sapeva da alcuni giorni. Com’era prevedibile, la notizia dei 4 contagiati si è diffusa rapidamente in paese dando la stura ad una lunga serie di commenti di specie diverse su facebook. C’è la dipendente Oasi in isolamento che se la prende con quelli che escono di casa senza alcun motivo valido, violando l’obbligo di restare dentro, mentre lei era costretta ad uscire per lavoro. Ad un’altra dipendente piacerebbe tanto che si stesse in silenzio. Ma come si fa, se ne ha parlato alle 14 anche il telegiornale regionale di Rai3 e se l’Oasi informa che ha sospeso i ricoveri dal 18 marzo? Il problema non è che se ne parli, ma come se ne parli. E’ auspicabile che se ne parli con il buon senso, che non deve nascondersi per paura del senso comune. Soprattutto ora che la situazione si fa seria. E’ di alcuni minuti fa l’annuncio che il sindaco Venezia ha adottato dei drastici provvedimenti per impedire la diffusione del contagio. Tra questi provvedimenti ce ne sono alcuni che danno la misura di quanta sia alta la preoccupazione. Non si possono postare dal loro posto di lavoro, fino a nuove disposizioni, i dipendenti Oasi che prestano servizio nelle strutture sanitarie Casa Speranza, Villa Ester, Villa Giovanna e Villa Betania, che si trovano tutte nel Villaggio Cristo Redentore. Gli altri dipendenti che hanno prestato servizio in queste strutture negli ultimi 14 giorni sono obbligati a restare in quarantene nelle loro case insieme con i familiari con i quali sono venuti in contatto. Il sindaco Venezia ha requisito l’hotel Costellazione, nella Cittadella dell’Oasi, dove verranno messi in isolamento i dipendenti che attualmente si trovano isolati nelle quattro strutture sanitarie del Villaggio Cristo redentore. Troina si prepara a vivere una situazione difficile che non pensava di dover vivere. In passato ne ha viste tante, e sicuramente peggiori di quella di oggi, ma ne è uscita sempre bene grazie alla tempra e alle risorse morali dei suoi cittadini. Ha superato l’epidemia della spagnola del 1918, quei terribili sei giorni della battaglia di Troina nell’agosto del 1943, l’alluvione del 1973 che inghiottì il quartiere Arcirù costruito alcuni anni prima. E supererà anche questa del coronavirus.

Silvano Privitera