mercoledì , Gennaio 20 2021

Valguarnera: Sindaca definisce una vergogna le mascherine arrivate da Protezione civile, due aziende locali ne produrranno 10 mila al giorno e critica Asp che non comunica i dati giornalieri del Covid -19

Valguarnera. Non si placa la polemica sulle mascherine arrivate al Comune di Valguarnera dalla Protezione Civile e destinate alla Polizia Municipale. Sono tali e quali a quelle che il Presidente della Regione ha mostrato giorni fa all’Italia intera. Un eufemismo definirle tali, volendo essere eleganti sembrano piuttosto delle tovagliette di pessima qualità da destinare più alla pulizia delle superfici che alla salvaguardia della salute di persone in prima linea. E questo trattamento i vigili urbani che da settimane unitamente ai carabinieri perlustrano in lungo e in largo il territorio non lo meritano di sicuro. La sindaca Francesca Draià chiamata in causa non ha voglia di commentare, ma presa da impeto di rabbia afferma che il tutto è una vergogna. “Come si può permettere una cosa del genere? Afferma- Come si può chiedere al personale di Polizia di lavorare con dispositivi simili? Aspettiamo fra qualche giorno le mascherine che abbiamo commissionato a ditte private, spero che arrivino al più presto.” Intanto a proposito di mascherine la notizia importante comunicata da Draià è che due piccole aziende locali che operano da anni nel tessile con grande esperienza e professionalità, hanno ricevuto il nulla-osta dalle autorità competenti per poterle confezionare. Si tratta della “Gregory” di Salvatore Martorana e della cooperativa “Valmoda” di Domenico Scribano. Queste due aziende che hanno già ricevuto il materiale da utilizzare, confezioneranno circa 10 mila mascherine al giorno che contribuiranno sicuramente al fabbisogno locale e nazionale, considerato che nelle farmacie da settimane non si trovano più mascherine. E questa è una bella notizia. La sindaca inoltre ha comunicato che al fine di prevenire eventuali contagi, da lunedì sarà attivato per molti uffici comunali lo smart working, ovvero molti dipendenti comunali che non operano in servizi indifferibili lavoreranno da casa, saranno invece garantiti in sede i servizi di anagrafe, cimiteriali ed altri, in un momento come questo rappresenta un toccasana. Un altro capitolo che la sindaca apre è quello dei rapporti con l’Asp in merito ai dati del covid-19. Dati che purtroppo non arrivano ai Comuni da parte dell’autorità sanitaria preposta. “Nonostante varie sollecitazioni all’autorità competente- ribadisce- non riusciamo ad avere dati che riguardano le nostre comunità. Credo che un sindaco debba necessariamente sapere quello che accade nella propria città, deve avere costantemente in mano la situazione, soprattutto per tranquillizzare la cittadinanza e tutto ciò non lo deve apprendere da altre fonti.” Sulla polemica che sta montando in merito al potenziamento degli altri ospedali della provincia tiene a sottolineare: “Mi associo alla lotta che i miei colleghi sindaci di Leonforte, Agira, Assoro e Nissoria stanno mettendo in atto nei confronti dell’Assessorato regionale alla Salute per il potenziamento dei servizi presso l’ospedale di Leonforte. Aggiungo che anche i presidi sanitari di Piazza Armerina e Nicosia vanno potenziati, in un momento come questo la presenza di tutte le strutture provinciali, rappresenta una garanzia certa per i cittadini della provincia”.

Rino Caltagirone