martedì , Aprile 13 2021

Pazienti positivi trasferiti dall’ospedale di Enna a Piazza Armerina a rischio operatori sanitari, familiari e pazienti. Consigliere Arancio “requisite un albergo per la quarantena”

Alcuni pazienti trasferiti dal reparto della medicina dell’Umberto I di Enna al Chiello di Piazza Armerina, per fare spazio al padiglione destinato al Covid, erano positivi al coronavirus. Una di questi sarebbe anche morta, mentre il familiare di un altro positivo, a suo volta positivo, é ricoverato all’ospedale Umberto I di Enna.
C’è sdegno e protesta tra i sanitari del Chiello di Piazza che affidano alla voce del consigliere comunale Concetto Arancio, presidente della commissione sanitaria e infermiere del Chiello, il loro disappunto. Secondo Arancio, quei pazienti trasferiti al Chiello, che per altro ne avrebbero infettati altri e rischiano di avere diffuso il virus anche a medici e infermieri del reparto, presentavano “anche alla luce dell’anamnesi compiuta sin dal ricovero ad Enna, chiari ed incontrovertibili sintomi di positività al coronavirus. Quello che è sconcertate – aggiunge Arancio – che il personale medico dell’Umberto non abbia reputato fondamentale, prima ancora di provvedere al trasferimento, effettuare il relativo tampone di controllo”. Accuse durissime supportate dal fatto che proprio quei pazienti all’arrivo all’ospedale piazzese hanno subito manifestato i segni del contagio da Covid 19. “Ci spiace quanto è successo – dicono i medici della Medicina di Enna – ma la decisione, se sottoporre o meno, i pazienti al tampone non attiene alla nostra discrezionalità piuttosto alla valutazione degli infettivologi che hanno ritenuto di non procedere”. Certamente davanti a segni così chiari qualcuno ad Enna, dicono al Chiello, avrebbe potuto fare la voce grossa e, nel dubbio, rimandare il trasferimento. E mentre Il sindaco di Piazza Armerina, Nino Cammarata, preoccupato anche dell’incolumità degli abitanti della Città dei mosaici minaccia, ora, azioni legali, e l’avvocato Francesco Alberghina ha già presentato, per conto di alcuni operatori del Chiello, una diffida, informando Prefettura e Procura, Arancio chiede che tutti gli infermieri e medici, parenti e operatori in genere che sono stati a contatto con i positivi vengano isolati in quarantena in un albergo in modo da evitare il diffondersi del virus. “Posto ora non abbiamo notizie dalla direzione dell’Asp sul da farsi – ci dice al telefono – la cosa assurda che per legge noi operatori non possiamo andare in quarantena se non c’è un tampone positivo, che i colleghi hanno fatto stamani, o se non compare qualche sintomo”. Attendere però gli esiti dei tamponi, stamani ne sono stati fatti una cinquantina, o i primi segni potrebbe significare, anche, dare spazio al virus di contagiare tante persone. “C’è molta tensione paura e rabbia – conclude Arancio – perché oltre agli operatori questa cosa coinvolge anche le famiglie che sono costrette a chiudere attività commerciali per precauzione. Chi ha sbagliato dovrà pagare”.

Pierelisa Rizzo


Aggiornamento: La procura di Enna ha aperto un fascicolo per epidemia colposa legata alla negligenza dei medici sulla morte della paziente, ricoverata al reparto di Medicina dell’Umberto I di Enna, morta dopo il trasferimento all’ospedale Chiello di Piazza Armerina per coronavirus. Lo conferma il procuratore della Repubblica di Enna, Massimo Palmeri. Secondo l’accusa la donna sarebbe stata trasferita a Piazza Armerina, senza che i medici avessero effettuato alcun tampone e nonostante presentasse i sintomi di infezione da Covid-19.