giovedì , Gennaio 21 2021

Calascibetta: Claudio Cardillo denuncia il direttore di “Libero” Vittorio Feltri per le accuse rivolte ai meridionali

Calascibetta. A distanza di giorni, le polemiche non si placano nei confronti del direttore di “Libero” Vittorio Feltri, che, durante la trasmissione televisiva su Rete 4 “Fuori dal Coro”, aveva insultato il Sud dicendo: “Io non credo ai complessi di inferiorità, credo che i meridionali in molti casi siano inferiori”. Parole che avevano fatto gridare “vergogna” soprattutto a molti cittadini delle regioni del meridione d’Italia. All’indomani dell’accaduto, Il senatore e giornalista Sandro Ruotolo e lo scrittore Maurizio De Giovanni avevano deciso di denunciare Feltri mentre alcune edicole della Campania, Calanria e Sicilia, si erano impegnate a non vendere il quotidiano Libero. Adesso da Calascibetta, paese di poco più di 4000 mila anime, si aggiunge la netta indignazione di un siciliano, Claudio Cardillo, fisioterapista e abilitato alla professione di avvocato, il quale, preso carta e penna, ha ritenuto di fare un esposto alla Procura della Repubblica di Enna. “Mi ritengo personalmente offeso da quanto affermato dal Dott. Vittorio Feltri- ha spiegato Cardillo-Nessuno pensi di poter prendersi la libertà di dire ciò di noi Meridionali. Meno che mai il direttore di un giornale”. Claudio ha fatto presente che accuse al Sud erano arrivate anche lo scorso 11 gennaio, quando il giornale di Feltri titolava in prima pagina “Ai meridionali 3 cariche istituzionali su 4. Comandano i Terroni”. La querela, già pronta da diversi giorni, causa le restrizioni dovute alla pandemia, è stata presentata, ieri mattina, domenica 3 maggio, al maresciallo della Stazione dei carabinieri di Calascibetta. Claudio Cardillo, noto per le sue battaglie civiche, nel 2012 fu tra i primi a dare filo da torcere all’allora leader storico del Carroccio, Umberto Bossi, politico dal linguaggio colorito. Il fisioterapista, facendo un esposto alla Procura della Repubblica di Bergamo, decise di denuncire Bossi, che, il 29 dicembre 2011 durante il raduno invernale della Lega Nord, ad Albino, aveva ingiuriato l’allora Capo dello Stato Giorgio Napolitano, definendolo “Terùn”, dopo aver accennato anche il gesto delle corna con la mano. Rinviato a giudizio e condannato per Vilipendio, Umberto Bossi, lo scorso 5 dicembre, ha ricevuto la grazia dall’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ironia della sorte, un siciliano che, nel suo prestigioso ruolo istituzionale, ha deciso di sorvolare al linguaggio dispregiativo dell’ex leader padano.

Francesco Librizzi