giovedì , Gennaio 28 2021

Gagliano C.to: appello di un’insegnante precaria

Gagliano. L’annoso problema del precariato nella scuola continua ad essere più vivo che mai. Manuela Brazzaventre è un’insegnante che, dopo aver conseguito la laurea e due titoli di specializzazione per le attività di sostegno, costatele sacrificio umano ed economico non indifferenti, oggi si trova nella stessa condizione di tanti altri suoi colleghi precari che vedono la stabilizzazione come un miraggio irraggiungibile. Lei non vuole lasciare la sua terra, già troppo segnata ad uno spopolamento inesorabile, e per questo ci ha messo tutti i mezzi, ma gli ostacoli sono tanti. Allora si domanda: “Che fine faremo?”. Manuela fa parte del Coordinamento nazionale docenti abilitati infanzia e primaria e, a nome di tutti, chiede con forza il riconoscimento di alcune proposte che possano aiutare a sbloccare questa situazione stagnante: l’inserimento e aggiornamento dei docenti con abilitazione nelle Graduatorie ad esaurimento; l’assunzione dalle graduatorie provinciali; le assunzioni per titoli e servizio dei docenti già abilitati esclusi dal concorso straordinario 2018. Vuole far sentire il proprio grido di rabbia per una condizione ritenuta avvilente e a tratti persino ingiusta, come quella dei diplomati Magistrale DM 2001/2002 a cui è stato negato il diritto di accedere nelle Gae, dalle quali attingere per il reclutamento a tempo indeterminato. Solo una parte di loro è stata inserita, gli altri con pari titolo no. Nei giorni scorsi è stato pubblicato un bando per il concorso a cattedra, ma in Sicilia i posti messi a bando sono ritenuti esigui e per di più “viene bandito in piena pandemia – dice Brazzaventre – esponendoci a possibili rischi. In termini costi/benefici è poco opportuno partecipare nella nostra regione”. Per chi fa di tutto per rimanere attaccato alla propria terra, le opportunità sono veramente poche, per questo ciò che questa insegnante gaglianese chiede con forza al ministro e ai politici che rappresentano la Sicilia è agire con più determinazione, creando le condizioni affinché lasciare l’isola sia una scelta, non un obbligo. “Le nostre richieste – conclude – sono state inserite in alcuni degli emendamenti al Decreto Scuola che andrà in votazione nei prossimi giorni”.

Valentina La Ferrera