lunedì , Aprile 12 2021

A Villapriolo in condizioni pietose il Centro polisportivo “Felice Crupi”

Villapriolo. Versa in condizioni pietose il Centro polisportivo “Felice Crupi”, realizzato circa 15 anni fa e che da qualche anno vede gli elementi pertinenziali completamente all’abbandono e segnati dall’incuria. Ci fa specie pensare che un bene tanto atteso dalla comunità villapriolese, per il quale anche il nostro giornale, attraverso i suoi articoli, aveva contribuito e spinto affinché venisse realizzato, sia ridotto in queste condizioni. La struttura sportiva che ha rappresentato fino a poco tempo fa un’oasi di svago per tutti i giovani di Villapriolo e Villarosa, invece ora sembra un campo di battaglia. “Bisogna recuperarlo e sottoporlo ad interventi di ristrutturazione – è la proposta che viene dal presidente del consiglio comunale Riccardo Zaffora, dalla vice Lorena Pignato e dai consiglieri Giuseppe Ippolito, Angela Mazzola, Katya Rapè e Donatella Baglio Pantano- per restituire alla sua funzione originaria un impianto sportivo che per tanto tempo ha rappresentato un punto di riferimento costante per tanti giovani”.

“La vogliamo sottoporre – dicono – all’amministrazione e portarla avanti in consiglio comunale, in considerazione anche del fatto che il governo, al fine di rilanciare l’economia del Mezzogiorno, in particolar modo quello dei piccoli e medi centri, ha stanziato delle somme destinate a interventi strutturali che, per il comune di Villarosa, dovrebbero corrispondere a circa 140mila euro.

Tra l’altro – aggiungono – il campetto di Villapriolo, pochi giorni fa, è stato protagonista di una triste vicenda, un vero e proprio stupro, un atto vandalico da parte di ignoti che ha dato il colpo di grazia alla ormai abbandonata struttura calcistica. Dare nuova vita al campetto e riconsegnarlo ai cittadini darà un significativo apporto sia all’economia che all’aggregazione sociale e un forte segnale di riscatto per la nostra e per le generazioni future. Speriamo, dunque, che almeno per questa volta il grido di allarme lanciato dai cittadini, di cui noi siamo portavoce, possa essere ascoltato”.

Giacomo Lisacchi