giovedì , Gennaio 21 2021

Calascibetta: riapre la Statale 290 dopo otto anni di disagi, lavori costati 2 mln

Calascibetta. Dopo otto anni, durante i quali le polemiche si sono susseguite soprattutto da parte dei 200 residenti del borgo di Cacchiamo, la Statale 290, nel tratto che da Calascibetta raggiunge il bivio Villapriolo, tra alcuni giorni sarà riaperta ufficialmente al traffico veicolare.

Eseguiti i lavori, adesso si attende solamente il collaudo, si spera in tempi brevi considerata la burocrazia italiana. Il tratto di arteria era stato chiuso a marzo del 2012 quando una grossa frana aveva invaso la sede stradale. Grossi massi si erano staccati dal costone roccioso in contrada Gaspa La Torre, fortunatamente senza provocare danni né a persone né a cose. Per molti automobilisti era iniziato un vero e prorio calvario in quanto costretti a percorrere strade alternative, tortuose e pericolose. La Statale 290 è di vitale importanza, collega infatti la zona sud con quella nord dell’Ennese ma anche alcuni paesi delle Madonie, come Gangi e le Petralie. Per riaprire l’importante arteria ci sono voluti ben 2 milioni di euro, progetto redatto dall’Anas regionale, un’opera importante che ha visto i rocciatori consolidare e ingabbiare la parete rocciosa con la rete metallica fissata con tiranti e chiodi. Sono stati inoltre rimossi i macigni che ostruivano la sede stradale e ricostruite, in più punti, le barriere paramassi. Infine sono stati rifatti alcuni chilometri di tappetino d’asfaltato. Innumerevoli intanto i disagi che hanno dovuto affrontare automobilisti e commercianti, studenti e professionisti. A protestare più di tutti i residenti di Cacchiamo, un piccolo borgo dove, adesso, i giovani titolari della pizzeria “Antichi Sapori”, che insieme a un panificio sono le uniche due attività commerciali (prima c’era anche un bar adesso ha chiuso), tirano un sospiro di sollievo. Sei anni fa, ancora molti lo ricordano, i cittadini di Cacchiamo decisero di consegnare le schede elettorali all’allora prefetto di Enna. Di proteste ce ne sono state tante, come quella di tre anni fa quando circa cento cittadini di Villapriolo, Calascibetta e Cacchiamo si riunirono nel luogo della frana per festeggiare ironicamente, con il taglio della torta, i cinque anni di chiusura della statale. Con loro, a sostenere questa civile battaglia, tutta l’amministrazione comunale xibetana, presieduta dall’attuale sindaco Piero Capizzi. “Occorre periodicamente quantificare delle azioni, anche come questa, per tenere alta l’attenzione sulla problematica”, disse allora il primo cittadino di Calascibetta. A distanza di anni il sindaco Piero Capizzi, riconfermato quattro anni fa, e il suo vice, Salvatore Cucci, in una dichiarazione congiunta spiegano: “Dopo tante civili proteste, soprattutto da parte dei cittadini del borgo di Cacchiamo, la burocrazia è stata sconfitta. A giorni la strada sarà riaperta e saranno finiti i disagi per molti automobilisti”. La protesta più clamorosa, definita una vera e propria disobbedienza civile, fu quella messa in atto a dicembre del 2016, in piena notte, da diversi cittadini di cui non si è mai saputo il nome. Stanchi del silenzio della classe politica regionale e della burocrazia, che non davano risposte al problema, con un mezzo meccanico liberarono la strada da alcuni massi per consentire il passaggio delle macchine. Per due giorni si ritornò a transitare, poi l’Anas sbarrò l’arteria con il guard rail e i disagi ricominciarono. Tra qualche giorno, finalmente, l’incubo sarà finito. Il tratto della statale 290 verrà riaperto, ma a simboleggiare otto anni di disagi rimarrà un macigno sgetolatosi dalla parete rocciosa e finito in un appezzamento di terreno privato, sottostante la statale.
Francesco Librizzi