mercoledì , Febbraio 24 2021

Troina, abitanti quartiere San Michele chiedono a Comune, AcquaEnna ed Asp di riparare guasto fognario, ma nessuno risponde

Troina. Gli abitanti del quartiere San Michele hanno inviato il 3 agosto la lettera al prefetto di Enna, al procuratore della Repubblica di Enna, ad AcquaEnna, all’Asp di Enna, al comune di Troina e alla locale stazione dei Carabinieri per segnalare la rottura del tratto di collettore fognario che attraversa la zona archeologica, proprio di fronte, e a poche decine di metri, dalle loro case e dalla via Cristoforo Colombo nel quartiere San Michele.

A distanza di 10 giorni dal giorno in cui hanno inviato la lettera, non hanno ricevuto alcuna risposta. “In questi giorni d’estate, siamo costretti a chiudere balconi e finestre per non sentire la puzza dell’acqua di fogna che esce dal collettore e ristagna nel terreno circostante”, Pippo Iannitello e Filippo Costanzo, due de 43 abitanti che hanno sottoscritto la lettera. Nel quartiere San Michele, in via Cristoforo Colombo, ci sono l’asilo nido comunale e il plesso della scuola dell’infanzia e primaria. Prima di inviare la lettera del 3 agosto, gli abitanti del quartiere avevano già provveduto a chiedere informalmente la riparazione del guasto al collettore fognario. Ma senza alcun risultato. Ecco cosa si sono sentiti rispondere. Lo leggiamo dalla lettera inviata: “AcquaEnna, sollecitata più volte, asserisce che è stata impedita dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, per cui gli si chiede di esibire la documentazione relativa a tale impedimento o di accertare eventuali omissioni”. Dagli uffici del comune di Troina che “il problema non è di propria competenza anche se il sindaco, informato dagli impiegati, dovrebbe essere il garante per la salute pubblica”. Dalle guardie ambientali che “il problema non riguarda il comune, ma di AcquaEnna”. Non avendo ricevuto alcuna risposta, per vedere risolto il loro problema, gli abitanti del quartiere San Michele “si riservano di adire le vie legali contro i responsabili per il danno ricevuto, che è ambientale e sanitario”.