martedì , Gennaio 19 2021

Paolo Francesco Giordano, magistrato, prolifico scrittore, racconta la storia della biblioteca di Aidone

Aidone. “La biblioteca comunale “Gaetano Scovazzo” di Aidone tra storia e tradizioni popolari. Il libro di Paolo Francesco Giordano, magistrato, prolifico scrittore, recentemente presentato allo spiazzo Torres Truppia, racconta la storia della biblioteca di Aidone, inaugurata ufficialmente nel 1872, che incrocia la storia generale, quella particolare del paese di Aidone, con tante personalità illustri a partire da Gaetano Scovazzo, a cui è intestata la biblioteca e che, nel 1865, donò gli 8000 volumi della sua biblioteca privata al Comune di Aidone. Inoltre, il ministro Filippo Cordova, il senatore Vincenzo Cordova, il sindaco Domenico Minolfi.

Tutti soggetti che versarono i libri delle loro biblioteche private nella biblioteca comunale, unitamente al canonico Francesco Ranfaldi. Confluirono anche i libri dei tre conventi che esistevano ad Aidone: quello dei francescani riformati di S. Anna, dei Cappuccini e dei Domenicani, al momento in cui furono soppresse nel 1867 le corporazioni religiose e i loro libri, unitamente agli altri beni, furono devoluti ai comuni e allo stato. Nel 1913 la biblioteca si arricchì dei volumi e delle carte politiche e storiche di Filippo Cordova, prima ereditate dal nipote senatore Vincenzo e, alla morte di quest’ultimo, nel 1897, passate alla vedova, signora Anna Siebs, che morì nel 1911; quindi furono donati al Comune dal fratello, il filologo tedesco prof. Teodoro Siebs. Nel 1893 fu creata la biblioteca popolare circolante per il prestito a domicilio a cura di un gruppo di insegnanti che scrivevano anche su riviste e giornali dell’epoca. La biblioteca conta alcuni incunaboli e diverse cinquecentine oltre a libri rari e antichi. Nel 1905 il bibliotecario storico Giuseppe Minolfi fece un vero e proprio inventario con un riordinamento per materie e per temi, dando alla biblioteca un assetto moderno e definitivo. All’evento culturale, ricompreso nel progetto “Aidone città che legge” del comune di Aidone, è intervenuto il sindaco Nuccio Chiarenza che ha sottolineato l’importanza della biblioteca comunale con i suoi volumi molto preziosi e antichi. L’assessore comunale al Patrimonio culturale e ai Rapporti con le associazioni Serena Raffiotta ha illustrato il progetto “Aidone città che legge”, con il quale il Comune è stato incluso fra i centri italiani che dispongono di progetti per la valorizzazione del libro e della cultura. La presentazione del libro sulla storia della biblioteca di Aidone rappresentava un momento essenziale di questi progetti, oltre a costituire una tappa per la valorizzazione del patrimonio culturale del paese che non è solo archeologico. L’assessore alla Pubblica istruzione e al Turismo Gabriele Virzì ha voluto rimarcare come questi progetti sulla lettura e queste iniziative culturali costituiscano anche un modo per mettere al centro degli interessi del paese l’incremento turistico ed ambientale. Marcella Gianfranceschi, referente Aib del Coordinamento Nati per Leggere di Enna e Caltanissetta ha sottolineato come la lettura sia molto importante e che la biblioteca non è solo un locale di custodia e raccolta dei libri ma anche un polo di aggregazione delle attività e quindi svolge un ruolo di coesione sociale oltreché culturale. Maria Rosaria Restivo, presidente dell’Ecomuseo “I Semi di Demetra” ha illustrato il significato dell’impegno delle associazioni nel mondo dei libri e la necessità della partecipazione dei cittadini all’elaborazione della cultura non come erudizione ma come sinonimo di libertà e di progresso. Ha concluso l’autore affermando, sulla scia di Mallarmé, che il mondo è stato creato per essere raccontato in un libro. “I libri e la biblioteca costituiscono strumenti di libertà, innanzitutto. I nazisti, nel 1933, bruciarono i libri che contenevano le idee avverse al regime. Si possono bruciare i libri ma non le idee”- ha concluso Giordano. La presentazione ha destato molto interesse.

Angela Rita Palermo