mercoledì , Aprile 14 2021

Commissione ecomafie in Sicilia: attenzionati depuratori di Assoro e Valguarnera

La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Commissione Ecomafie) ha audito il comandante regionale della Guardia di finanza della Sicilia Riccardo Rapanotti. L’audizione rientra nell’ambito dell’approfondimento della Commissione sulla depurazione delle acque reflue. Il generale Rapanotti ha fornito informazioni su varie inchieste.
In provincia di Enna, il generale Rapanotti ha dichiarato che la Guardia di finanza ha svolto un’attività investigativa “sul depuratore di Valguarnera, finanziato dalla Regione Siciliana, ma mai entrato in funzione perchè realizzato in difformità rispetto al progetto: in questo ambito sono stati rinviati a giudizio nove soggetti”.
Secondo quanto riferito, “un’altra attività ha riguardato lo smaltimento dei fanghi di depurazione in un impianto di Assoro: sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria 19 soggetti, mentre altre 36 posizioni sono al vaglio degli investigatori”.
Il colonnello, infine, ha evidenziato “la carenza di uno scambio di informazioni tra i diversi soggetti istituzionali preposti al controllo dell’ambiente e alla repressione di illeciti ambientali”. (fonte La Sicilia)
Intanto si sblocca la vicenda del depuratore di Dittaino. Dopo 20 anni, una parte della provincia ennese potrà scaricare i propri reflui nell’impianto. La Regione Siciliana ha infatti concesso alla società AcquaEnna, gestore del servizio idrico nell’ambito territoriale di Enna, l’autorizzazione allo scarico delle acque reflue urbane depurate in uscita dall’impianto di depurazione, sito in territorio del Comune di Assoro e a servizio del Comune di Valguarnera e dell’agglomerato Asi di Dittaino. Il dipartimento Acque e rifiuti nel rilasciare l’autorizzazione ha emanato alcune prescrizioni da rispettare oltre a chiedere che vengano mantenuti gli appositi pozzetti per il prelievo di campioni di refluo e per garantire i controlli. Il depuratore, realizzato nei primi anni 2000, non è mai stato pienamente funzionante anche a causa di contenziosi giuridici sui requisiti per l’utilizzo. “Sulla depurazione la Sicilia sconta purtroppo gravi ritardi – dice Alberto Pierobon, assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità – il governo Musumeci ha prestato massima attenzione al settore offrendo al commissario nazionale per la depurazione tutto il sostegno necessario a portare avanti i lavori previsti, oltre che attivarsi in prima persona per intervenire, ove possibile, per attivare impianti fondamentali per i territori come quello di Dittaino”. (fonte Giornale di Sicilia)