martedì , Gennaio 26 2021

L’Oasi respinge le accuse del nipote 53enne di aver circuito la zia 80enne e annuncia azione legale. Intervengono le Organizzazioni Sindacali

TROINA. Anche quelli che all’Oasi non le mandano a dire, ma le dicono direttamente senza al timore reverenziale, quando ci sono delle critiche da fare, non credono al nipote 53enne che accusa l’Oasi Maria SS di aver circuito la zia 80enne ospite della stessa Oasi. Del nipote 53enne che ha presentato una denuncia al Tribunale di Enna, facendosi rappresentare da un avvocato di Catania, non si conosce il nome, ma in un piccolo paese come Troina, dove ognuno conosce tutto di tutti, non sarà difficile scoprirlo presto. Nella denuncia il nipote 53enne accenna ad una bottega di proprietà della zia 80enne, che viene utilizzata come sede da un’associazione legata in qualche modo all’Oasi. Il nipote afferma di non conoscere i motivi per cui sua zia sia ospite dell’Oasi Maria SS. Sostiene che la zia gli avrebbe telefonato per lamentarsi di maltrattamenti manifestandogli il desiderio di uscire dall’Oasi. Immediata è la risposta dell’Oasi che smentisce queste accuse, che hanno avuto una certa eco sui social e sui giornali on line, e annuncia di aver dato mandato al suo ufficio legale per intraprendere “la necessaria azione legale a tutela della propria immagine e onorabilità”. In una nota diffusa qualche ora fa, l’Oasi scrive che “ha sempre ritenuto strategico e fondamentale il rapporto diretto e trasparente con i pazienti e con i familiari dei pazienti e con quelle persone che hanno diritto alle informazioni sanitarie”. Essere destinataria di quell’ esposto contenenti accuse pesanti, non deve essere piacevole per l’Oasi. Aver letto poi la notizia dell’esposto sui giornali, le procura un dolore ancora più acuto, perché scrive l’Oasi “vede mortificata la qualificata attività clinica e assistenziale svolta dell’Istituto”. Quest’esposto è presentato dopo una serie di eventi recenti accaduti all’Oasi, che hanno avuto un’ampia eco sui social e sui mezzi di comunicazione di massa. Tra questi eventi non c’è alcun connessione che possa far pensare ad un complotto, ad una strategia per colpire l’Oasi. Strategie e complotti presuppongo un centro di elaborazione di persone intelligenti, che non avrebbero concepito un esposto di quel genere con accuse che non si reggono in piedi. Pensare di essere vittima di un complotto ordito da non si sa chi e lambiccarsi il cervello per tentare di sventarlo e di scoprire i complottardi, è uno spreco di energie intellettuali che vanno invece utilizzate nella riorganizzazione imposta dalla pandemia da covid 19 all’Oasi, come a tutte le altre strutture sanitarie pubbliche private.
Silvano Privitera

COMUNICATO STAMPA SEGRETERIE AZIENDALI ORGANIZZAZIONI SINDACALI I. R. C.C.S. OASI
CGIL FP – CISL FP – UIL FPL – ANAAO ASSOMED – CISL MEDICI – AUPI-

“Apprendiamo dalla stampa, che qualcuno abbia presentato un esposto alla procura per denunciare presunti abusi, omissioni, o addirittura maltrattamenti, nei confronti di una paziente presente in Istituto.
Orbene, pur non conoscendo l’identità del querelante, ci prendiamo la presunzione di credere, ed anche convintamente, che questi risponderà nelle sedi opportune di questo tentativo tanto biasimevole quanto temerario, di screditare la struttura ed i suoi operatori.
Il particolare momento storico che stiamo vivendo, e le continue emergenze che ci si trova a gestire, per quanto possano aver creato una qualche inevitabile defaillance, non possono in alcun modo mettere in discussione l’operato e la storia dell’Istituto e dei suoi operatori. Né scalfire l’immagine di eccellenza sanitaria che la struttura ha acquisito negli anni, proprio grazie alle particolari cure ed attenzioni che sempre vengono garantite a tutti gli ospiti.
Vale la pena di ricordare, come i dipendenti dell’Oasi, abbiano messo e continuano a mettere a repentaglio la propria vita e quella dei familiari conviventi, pur di assicurare ai degenti , più deboli, tutte le dedizioni di cui necessitano, con serietà, competenza e spirito di abnegazione.
Non vi è chi non veda, che dietro queste scriteriate affermazioni, si nasconde molto verosimilmente, l’azione dei soliti sciacalli che, magari per questioni personali o familiari, credono di poter colpire la struttura ed i suoi dipendenti, rimanendo impuniti rispetto ad affermazioni di tale inaudita gravità.
I sindacati presenti in Istituto, si faranno garanti della tutela dei lavoratori contro questo improbabile avventuriero, e se sarà il caso si costituiranno in giudizio per riaffermare la correttezza dell’operato e la dignità dei lavoratori tutti.
Naturalmente, nessuno vuol sottrarsi alle giuste indagini che saranno avviate dagli inquirenti, ci sembra doveroso però, rassicurare i familiari dei nostri degenti, poiché ora più di prima, i nostri pazienti ricevono affetto e tutela giacché questo principio da sempre è stato ineludibile per chiunque, a qualsiasi titolo ed in qualsiasi posizione, operi in Istituto.
Certi che il tempo sia galantuomo e che possa ristabilire la verità, non possiamo non rimarcare con fermezza che all’Oasi i degenti ricevono il meglio!
E che nessuno può osare mettere in discussione l’operato, senza circostanziare certe accuse che appaiono a chi scrive offensive irriverenti e strumentali”.
LE R.S.A. AZIENDALI Comparto e dirigenza I.R.C.C.S. OASI