mercoledì , Gennaio 20 2021

Valguarnera i quattro ex consiglieri de L’Altra Voce, non soddisfatti dal ruolo dei nuovi colleghi, pronti ad esercitarne uno fuori dalle istituzioni

Valguarnera. I quattro ex consiglieri di minoranza del gruppo “L’Altra Voce”, Giuseppe Arcuria, Giuseppe Speranza, Concetta Dragà e Maria Grazia Cavallaro, non rieletti alle amministrative del 4 ottobre col simbolo di “Libertà è partecipazione”, non intendono per nulla gettare la spugna e attraverso una nota, dopo una riunione per delineare un nuovo percorso, si dichiarano pronti a svolgere un ruolo politico all’esterno delle istituzioni. Anche perché sembra che non esista alcun filo conduttore tra vecchi consiglieri e neo eletti. Quel minimo di dialogo che potrebbe essere così proficuo non solo per i rapporti interni ma anche per una sana ed efficace opposizione che riesca a bilanciare i ruoli istituzionali. Dialogo che al contrario sembra esserci tra parte dei neo eletti e la maggioranza della sindaca Francesca Draià. Tanto che i quattro ex consiglieri non certamente soddisfatti dell’atteggiamento assunto dal nuovo gruppo di opposizione, composto da Angelo Bruno, Nino Castoro, Filippa Greco e Carlo Biuso (quest’ultimo candidato sindaco perdente), evidenziano come già nelle prime sedute consiliari i neo eletti hanno fatto emergere differenziazioni sostanziali, costituendo due gruppi politici, uno PD e l’altro civico, che “nulla hanno a che vedere con lo spirito unitario che caratterizzava il precedente progetto.” Ma il loro timore principale rimane quello che potrebbero appunto esserci nel futuro delle commistioni ingiustificate ed inopportune tra maggioranza ed opposizione che bollano senza mezzi termini: “Sarebbe gravissimo- afferma in coro l’ex gruppo di minoranza- che l’attività del Consiglio Comunale si caratterizzasse per una visione unanime dell’azione politica, “un pensiero unico”, se non si creassero le necessarie divisioni funzionali.” “La nostra azione politica sul territorio sarà pertanto unanime, fermo restando che ciascuno di noi, sul piano delle scelte politiche, rimane libero di aderire a partiti o associazioni”.

Rino Caltagirone


Ecco il documento completo dei quattro ex consiglieri:
L’esito delle trascorse elezioni comunali, nonostante il buon risultato ottenuto dai consiglieri comunali di minoranza uscenti, hanno sancito la riconferma dell’amministrazione guidata dal Sindaco
Francesca Draià, alla quale auguriamo un proficuo lavoro nella speranza che, almeno il suo secondo mandato, vada nella direzione della buona pratica amministrativa, rispetti i principi elementari di democrazia e tolleranza verso coloro che espongono idee diverse. La lista che abbiamo supportato con impegno e dedizione non è riuscita a trasmettere il significato politico profondo di quella coalizione, ovvero la necessità di ridare al nostro contesto comunale un governo capace di agire nell’interesse della comunità e nel rispetto dei principi democratici. Abbiamo preso atto dell’intervento del Segretario del PD Fabio Arena il quale ha rivolto a noi un invito a collaborare in sintonia con i rappresentanti della minoranza consiliare. Al Segretario del PD rispondiamo che i consiglieri comunali di minoranza eletti avrebbero l’onere di rappresentare il progetto amministrativo condiviso, elaborare proposte e svolgere una seria azione di
controllo. Evidenziamo che, già nelle prime sedute consiliari, i quattro consiglieri hanno fatto emergere differenziazioni sostanziali, costituendo due gruppi che nulla hanno a che vedere con lo spirito unitario che caratterizzava il nostro progetto. Il risultato elettorale è figlio di un diffuso populismo, caratterizzato da soggetti abili nell’attrarre consenso propagandando il “nulla” e nell’utilizzare il potere al solo scopo di soddisfare interessi e ambizioni personali. Abbiamo il dovere di continuare a rappresentare i tanti amici che nel tempo ci hanno sostenuto, per
questo il nostro ruolo di militanza politica si svolgerà all’esterno delle istituzioni. La nostra azione sul territorio sarà unanime, fermo restando che ciascuno di noi, sul piano delle scelte politiche, rimane libero di aderire a partiti o associazioni. Una società democratica sana deve necessariamente rispettare le diversità di pensiero, elaborare politiche capaci di incidere nel medio lungo periodo, agire nel rispetto delle norme e delle regole che
governano la comunità. Oggi più che mai è fondamentale discutere, aiutare le persone in difficoltà, non lasciare nessuno indietro, affrontare la crisi con spirito solidaristico Rivolgiamo un ancorato appello alle associazioni, ai cittadini e alle forze politiche presenti sul territorio per attenzionare insieme le questioni rilevanti del nostro contesto socio economico:convivenza civile, solidarietà, comportamento etico, sviluppo sostenibile.