giovedì , Gennaio 28 2021

E’ morto Tony Zermo, storica e pregiatissima firma de La Sicilia


E’ morto il giornalista Tony Zermo, storico inviato del quotidiano La Sicilia, una persona dal grande spessore umano e culturale. Alcuni di noi della Redazione di ViviEnna abbiamo avuto il piacere di conoscerlo ed apprezzarlo. Non possiamo dimenticare che quando accadevano -nella nostra provincia – eventi delittuosi in particolare eventi di mafia ci contattava per discuterne assieme. Con piacere spesso abbiamo ospitati dei suoi articoli, ci piace ricordarne tra i tanti:
Anche la cultura non può farsi a costo zero – by Tony Zermo
Alla famiglia Zermo, a tutta la squadra della Domenico Sanfilippo Editore, La Sicilia e lasicilia.it le più sentite condoglianza.

Quanto riporta oggi La Sicilia:
Ci ha lasciati Tony Zermo, il nostro collega, firma e inviato storico de La Sicilia. A portarcelo via, nella notte e dopo 21 giorni di ricovero in ospedale ad Acireale, è stato il covid. Tony aveva 89 anni e l’età non aveva scalfito nemmeno un po’ la sua passione per il mestiere che ha svolto sin quasi dalla fondazione del nostro giornale.
La sua passione per il giornalismo lo aveva portato a scrivere sul “suo giornale” fino a pochi giorni prima che si aggravasse e si rendesse necessario il ricovero. Da inviato speciale ha seguito tutti i grandi avvenimenti italiani e siciliani, di cronaca e politica soprattutto, ma anche di temi sportivi e anche culturali. E’ stato tra i primi cronisti ad arrivare nel Belice nel 1968 dopo il terremoto. Ha seguito gli anni di piombo del terrorismo, il processo alle Brigate Rosse a Torino e si è occupato del rapimento di Aldo Moro. Era stato a Palermo per raccontare il maxiprocesso a Cosa nostra e poi per le stragi di Capaci e Via D’Amelio. Era stato anche inviato di guerra: nel Golfo nel 1991 e a Sarajevo durante quella civile nella ex Jugoslavia. Ha raccontato anche del caso Sindona, dei misteri di Calvi, del morto-vivo di Avola, della tragedia delle tre bambine uccise dal mostro di Marsala.
Tra le sue grandi battaglie quella per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e per il Casinò di Taormina. Sempre in prima fila, ma sempre accanto ai giovani cronisti che sono cresciuti e si sono formati con lui. Sempre pronto a dare, ma anche a ricevere consigli, così lo raccontano. E a scrivere con amore disincantato della sua amata Catania.