giovedì , Gennaio 28 2021

Annullata sospensione maestra di Troina Jenny Calabrese di Troina che denunciò maltrattamenti subiti da una alunna nel pavese

TROINA. Tra i troinesi che stanno ancora in paese e tra quelli che vivono altrove, e sono tanti, la vicenda della maestra Jenny Calabrese, troinese pure lei che da anni vive e lavora in Lombardia, ha suscitato un vivo interesse. Con i mezzi di comunicazione oggi disponibili, quali sono i social media, si sono stretti idealmente attorno a Jenny per sostenerla nell’azione da lei intrapresa per denunciare i maltrattamenti subiti da una sua alunna di 7 anni e per difendersi dalla dirigente scolastica che l’aveva sospesa dal lavoro e dallo stipendio per un giorno perché, secondo lei, Jenny avrebbe danneggiato l’immagine della scuola. Ma come, quel mugnaio prussiano che pensava che ci sarebbe stato un giudice a Berlino che avrebbe riparato il torto subito per mano del signorotto del paese, anche per Jenny c’è stato un giudice a Pavia che le ha reso giustizia. La giudice Donatella Oneto ha dato ragione alla maestra Jenny Calabrese di Troina e torto alla dirigente scolastica di questa scuola primaria di un comune del pavese. Era il padre l’autore dei maltrattamenti sulla bambina, che adesso sta con la nonna paterna. La giudice Oneto ha annullato il provvedimento di sospensione e obbligato la scuola a versare a Calabrese lo stipendio di un giorno che non le era stato pagato a causa del provvedimento di sospensione. Le decisione della giudice è di alcuni giorni fa. L’episodio risale a marzo di quest’anno, quando Calabrese, che è anche una psicoterapeuta, si è accorta che l’alunna entrava in classe spesso con le lacrime agli occhi. Osservandola più da vicino, la maestra ha visto dei lividi sulle braccia e sulle gambe della bambina. La nonna paterna ed un’altra insegnante hanno visto i segni di maltrattamenti sulla bambina. Calabrese ha segnalato ripetutamente per sei mesi il caso alla dirigente scolastica, che la rassicurava dicendole che stava facendo qualcosa per risolvere il caso. Intanto i giorni, le settimana e i mesi passavano, ma la bambina entrava sempre in classe piangendo. A quel punto, la troinese Calabrese, una donna di 38 anni dal carattere forte che di fronte alla sofferenza degli altri non rimane indifferente, si è rivolta ai Carabinieri. La cosa non è piaciuta alla dirigente scolastica, che per tutta risposta decideva di sospendere la maestra Calabrese, che non ha esitato un momento per opporsi al provvedimento di sospensione. “Ho impugnato il provvedimento di sospensione non tanto per i 75 euro di stipendio che mi erano stati tolti, ma per dovere morale”, ha detto Calabrese. Di questa vicenda si sono occupati in questi giorni i talkshow televisivi di rilevanza nazionale. Alla giornalista di una televisione nazionale pubblica che è andata in questa scuola elementare del comune della provincia di Pavia in Lombardia per intervistarla, la dirigente scolastica non l’ha ricevuta. Si sono rifiutate di rispenderle anche altre persone della scuola e del luogo. Dopo aver visto queste sene in tv, si capisce bene il senso della dichiarazione rilasciata da Calabrese subito dopo aver appreso la notizia della sentenza che le dà ragione. Rivolgendo ai suoi colleghi, ha detto: “Spero che facciate lo stesso, il nostro è un compito educativo, non si può essere omertosi”.

Silvano Privitera