martedì , Aprile 13 2021

Schilirò della Filctem: “Ci vuole un piano industriale ennese per accedere ai fondi del Recovery Fund”

La segreteria provinciale di Enna della Federazione italiana lavoratori chimica tessile energia manifatture (Filctem) Cgil guarda ad uno dei tre pilastri del Recovery Plan Italia (RPI), quello della transizione ecologica, per la salvaguardia dell’ambiente, creare posti di lavoro e sviluppo per il territorio ennese. Il segretario provinciale della Filctem-Cgil, Alfredo Schilirò, ha dichiarato che “anche la nostra provincia, nonostante sia un’area interna non bagnata dal mare, può giocare un ruolo non marginale nella transizione energetica e quindi un ruolo green nel Mediterraneo per l’utilizzo di biocarburanti, biometano e idrogeno”. Due componenti della Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica del RPI riguardano le energie rinnovabili, decarbonizzazione e tutela del territorio. Schilirò si rifà alle proposte sulla transizione energetica contenute nel documento che la Filctem- Cgil nazionale ha elaborato assieme alle altre due organizzazioni sindacali nazionali di categoria Femca e Flaei della Cisl e Uiltec della Uil. Per la definizione e l’attuazione di questa linea di azione nel RPI è scritto che gli enti locali saranno attori fondamentali. Ed è questo che fa dire a Schilirò che le istituzioni devono intraprendere in tempi brevi un percorso con le associazioni imprenditoriali e dei lavoratori per potere accedere ai fondi del RPI: 209 miliardi di euro di cui 80 a fondo perduto. Schilirò pensa che istituzioni e organizzazioni sindacali di concerto dovrebbero fare “una vera politica industriale con la sostenibilità ambientale di rilancio del territorio attraverso un piano mirato, un ammodernamento delle infrastrutture, un investimento sull’intero sistema di energia e sul ciclo dei rifiuti e la ricerca di investimenti privati”. Per Schilirò il territorio ennese “dovrebbe essere da esempio e da volano di un modello economico che metta al centro la circolarità delle produzioni recuperando i materiali post-consumo”. E’ la zona industriale di Dittaino il luogo indicato da Schilirò dove insediare le attività di quest’economia circolare che comprende: utilizzo delle biomasse, produzioni di bioplastiche con abbattimento di impatto ambientale, produzione di bioerbicidi e biofertilizzanti per l’agricoltura.

Silvano Privitera