martedì , Aprile 13 2021

E’ morto Calogero Pace preside valoroso e decano dei giornalisti ennesi

Piazza Armerina. Non ha scelto una giornata qualsiasi per andarsene, ma il giorno di Pasqua, il giorno della resurrezione. Calogero Pace, il mitico preside- giornalista è volato in cielo in punta di piedi. Aveva 86 anni, gli acciacchi e qualche malanno lo hanno sottratto per sempre ai suoi familiari ed a quanti lo hanno stimato e voluto bene. Le due figure, di Preside e giornalista, nell’immaginario collettivo, resteranno per sempre inscindibili l’una dall’altra. Si, perché Pace è stato per diversi lustri sia un ottimo dirigente scolastico che un ottimo cronista della sua Piazza Armerina. Faceva bene contemporaneamente l’uno e l’altro. Laureatosi brillantemente in chimica presso l’università di Palermo, ottenne subito dopo, a soli 23 anni la prima cattedra presso l’istituto Industriale della sua città. Quasi coetaneo di molti suoi alunni, negli anni della contestazione giovanile, non ebbe con molti di loro un facile rapporto. Calogero Pace nella sua Piazza Armerina non è stato solo una icona come insegnante ma anche come dirigente scolastico. Per lunghissimi anni ha diretto importanti istituti superiori come lo stesso istituto Industriale, il Professionale maschile, il Commerciale ed il Geometra ove si è sempre distinto per caparbietà, intelligenza, capacità e competenza. A volte irascibile e severo, a volte mutevole nei modi di agire, ma fondamentalmente buono, onesto, perbene e sempre disponibile con i docenti, il personale tutto ed i ragazzi in particolare. Non meno importante la professione di giornalista che amò tantissimo e scandì per tanti anni la sua vita. Per più di 40 anni è stato corrispondente da Piazza Armerina dei due più importanti quotidiani regionali, “La Sicilia” e il “Giornale di Sicilia”. Anche dallo scranno della sua presidenza si teneva sempre informato su quanto succedesse in città e dove c’era la notizia c’era sempre lui. Sempre il primo tra i giornalisti ad arrivare, riuscendo a bruciare i colleghi sul tempo e mandando la notizia al giornale in tempo reale. Tra le sue doti una capacità di sintesi incredibile. I suoi articoli che fossero di politica o di giudiziaria o di sport erano sempre pieni di particolari, non guardava mai ai potenti di turno ma solo alla notizia nuda e cruda. A differenza di tanti altri suoi colleghi preferiva firmare l’articolo non con il suo nome e cognome per intero ma con il suo abbreviativo C.P. che ancora le cronache ingiallite di allora riportano. Chi vi scrive lo ha conosciuto in tutte e due i rami, è stato mio Preside all’Istituto Tecnico Commerciale ed è stato lui, nell’ambito giornalistico, a trasmettermi questa grande passione. Caro Preside sarai sempre nel nostro cuore.
Rino Caltagirone