giovedì , Maggio 13 2021

Violenza sessuale. L’avvocato del sacerdote ai domiciliari: gogna mediatica, faremo chiarezza, appreso da organi informazione misura cautelare

“Abbiamo appreso dagli organi di informazione che il nostro assistito don Giuseppe è stato destinatario di una misura cautelare emessa dal Gip di Enna. Il nostro assistito è stato convocato presso la Questura di Ferrara per la notifica dell’ordinanza, uscendo da detti uffici verso le ore 12.30, ma alle ore 08.40 il contenuto dell’ordinanza era già stato diffuso pubblicamente”, scrive Devis Loviso, avvocato difensore del parroco arrestato con l’accusa di aver commesso abusi su minori. “Siamo rimasti perplessi dalle tempistiche e dalle modalità di diffusione di informazioni relative ad un procedimento penale, ancora in fase di indagini, con grave vulnus per tutte le persone coinvolte, a vario titolo – e continua -. Tale diffusione è avvenuta ancora prima ancora che questi difensori potessero avere contezza delle contestazioni formulate al proprio assistito, in violazione del segreto istruttorio. Si tratta di aspetti in relazione ai quali il nostro assistito non è stato ancora in grado di interloquire e di fornire la propria versione”.
Secondo quanto emerso nel Ferrarese il parroco non ha mai celebrato funzioni o fatto vita di parrocchia, quindi non è mai entrato in contatto con la comunità. I fatti contestati risalgono ai tempi di Enna, in Sicilia.
“Si è così determinata una gogna mediatica, con contenuti anche calunniosi e diffamatori, che non possono ulteriormente essere tollerati e in relazione ai quali ci riserviamo di agire a tutela del nostro assistito, che allo stato ha il diritto di essere considerato innocente, ex art. 27 co. 2 della Costituzione. Risulta poi svilente, nei confronti della nostra funzione difensiva, l’apprendere il contenuto di un’ordinanza, dopo che la stessa è diventata di dominio pubblico e non prima. Tanto premesso – conclude l’avvocato in una nota ufficiale – nel respingere le accuse rivolte a don Giuseppe, siamo certi di poter fare chiarezza il prima possibile nelle sedi opportune, a tutela dell’onorabilità, della dignità e del decoro del nostro assistito”.

by lanuovaferrara