venerdì , Giugno 25 2021

Enna. Epifanio Riccobene Cgil: un disastro le strade statali e provinciali

“Dopo più di trent’anni di disattenzioni e di mancanza di manutenzione i quasi mille chilometri di strade provinciali e statali che attraversano il territorio ennese è ridotto alla stessa tregua di una zona di guerra.
Dopo tanti anni di impegni disattesi dai politici a qualsiasi livello in tema di infrastrutturazione viaria e di percorribilità i fatti ci descrivono una realtà in radicale stato di abbandono. In tanti – dichiara Epifanio Riccobene, responsabile di settore della Cgil – decantano la bellezza dei nostri luoghi, dei nostri borghi che comunque rimangono inaccessibili al turismo e che non si può pensare di salvaguardare facendoli dei musei ma che devono potere diventare realmente fruibili ai turisti e potere essere abitati anche dalle nuove generazioni”. “Viviamo – prosegue Riccobene – nella terra delle grandi opere incompiute, nella terra delle grandi opere faraoniche mai ultimate. Un esempio per tutti, la strada statale Nord-Sud, la cosiddetta strada dei due mari. Questa importante arteria stradale, che è in costruzione più o meno da 70 anni, ancora rimane in via di completamento. Questa grande opera che dovrebbe attraversare il territorio e che dovrebbe congiungere S.Stefano Nicosia – Mulinello -Piazza Armerina – Gela in una unica arteria che è fondamentale per il rilancio delle aree interne della Sicilia e le comunità locali, permettendo a questi ultimi di raggiungere importanti servizi utili alla collettività in tempi ragionevoli. Il nostro modello è quello delle città dei 15 minuti nel senso vero del termine, qualsiasi cittadino deve potere essere messo nelle condizioni di utilizzare i servizi in tempi brevi; oggi invece raggiungere un ospedale o una scuola è una odissea. Si, è vero spingiamo per la piena occupazione in edilizia ma siamo estremamente attenti a che non si consumi suolo e comunque temiamo che qualora ripartano i lavori di poterci trovare spiazzati. E’ cambiata, negli ultimi 10 anni la tipologia dei lavori e bisogna rilanciare massicciamente la formazione e la riqualificazione dei lavoratori edili. “Viceversa – evidenzia Riccobene – ci troveremo di fronte ad una moltitudine di edili disoccupati che potrebbero essere non occupabili e questo non farebbe altro che aumentare frustrazione e rabbia. Nello stesso tempo bisogna prestare estrema attenzione alla sicurezza e chiedere con forza maggiori controlli contro il lavoro nero e grigio .I lavoratori edili non riescono ad accumulare la contribuzione necessaria per poter andare in pensione, temo ci sia troppo lavoro nero e pochi controlli.
Occorre, e lo ripeto in sintesi, moltiplicare gli interventi per migliorare la viabilità della Provincia di Enna e consentire l’accesso in sicurezza all’immenso patrimonio archeologico e naturalistico del nostro territorio”.
I dati della Cassa Edile di Enna sono in calo rispetto all’esercizio 2018-2019 quando la massa salariale era di 15 milioni di euro con circa 2000 addetti ufficialmente censiti, nell’esercizio 2019- 2020 la massa salariale si è abbassata di 2 milioni di euro. L’ottanta per cento di questa massa dichiarata è da attribuire all’edilizia privata mentre il restante 20% ai lavori pubblici. I dati percentuali sono pressochè in linea con il trend nazionale ma in provincia di Enna il trend degli occupati è in continua decrescita mentre dappertutto sale. Pochi lavori avviati e pochi controlli. “Bisogna agire subito – conclude Riccobene – il nostro territorio si sta svuotando, i giovani emigrano mentre crescono sempre di più la povertà e le diseguaglianze sociali”.