venerdì , Giugno 25 2021

“Oltre al danno la beffa” all’Ufficio Tributi di Piazza Armerina

Oltre al danno la beffa”! Così esordisce Giuseppe Mattia, coordinatore di Patto per la Città quando alla richiesta di cosa stesse accadendo e su cosa fare si confronta con centinaia di cittadini i quali lamentano dei disagi e di enormi file dietro la porta del settore tributi relativi agli errori che spesso riscontrati negli accertamenti IMU-TASI-TOSAP-ICP, con la piena coscienza, dello stesso e del cittadino, che si ritrova o dovrebbe ritrovarsi a pagare  tributi del 2015, che l’attuale amministrazione peraltro aveva dichiarato “non riscuotibili per giustificare il dissesto”.

Ma ancor più paradossale, dichiara Mattia, è il fatto che il comune, spende oltre 125.000 euro per far pagare i cittadini. Questa è la somma delle spese impegnate dall’attuale responsabile del settore tributi per meno di 10.000 avvisi, accertamenti e quant’altro”.

A volerci pensare bene però e affidandoci alla memoria storica oltre che a  quella mezzo stampa, era il 18 gennaio 2019 quando un articolo di una testata online locale recitava quanto segue:

”… Tra le 21.505 ingiunzioni di pagamento inviate ai contribuenti piazzesi per il pagamento di tasse arretrate molte non devono essere pagate dagli utenti e sono state inviate per errore. Il ragioniere Giuseppe Baiunco, nominato solo da qualche giorno alla direzione dell’ufficio tributi, sta dovendo affrontare un’emergenza che ha prodotto numerose lamentele tra i cittadini, costretti a recarsi in municipio in tutta fretta per far annullare l’atto di ingiunzione esibendo, quando possibile, le ricevute. “Non occorre precipitarsi nei nostri uffici – ha precisato il Rag. Bajunco – nelle prossime sarà operativa una determina in fase di preparazione che concede ai cittadini destinatari dell’ingiunzione un termine molto più ampio per chiarire la loro posizione, all’incirca intorno a tre mesi. Sempre per venire incontro ad un numero spropositato di richieste di chiarimenti gli uffici del comune ho deciso che rimangano  aperti ogni mattina dalle 9 alle 12.30 e due giorni, il lunedì ed il mercoledì anche  il pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30. Inoltre  chi ha pagato attraverso i patronati può lasciare la documentazione presso gli stessi evitando così di dover venire nei nostri uffici”. Anche se non è lui il responsabile di tutta una serie di errori Baiunco pare rammaricato  per l’enorme numero di ingiunzioni inviate senza aver effettuato prima una scrematura sui dati dei destinatari, operazione che avrebbe potuto evitare numerosi errori…”.

E’ in corso l’anno 2021 e sembrerebbe che lo stesso articolo, ed altri pubblicati su quotidiani locali riportanti le stesse dichiarazioni, possano essere rese da altri in merito all’attuale gestione dell’ufficio tributi, peraltro lo stesso funzionario lamentava l’affidamento dell’incarico per l’imbustamento e la spedizione ad un gestore privato e posta Italiane, stessi gestori utilizzati dall’attuale referente ufficio tributi.

“Sicuramente, rincara Mattia, dell’amministrazione Cammarata ricorderemo solo lacrime e sangue. Non solo il dissesto voluto da questa amministrazione ha causato un aumento vertiginoso di tasse e costo dei servizi (o riduzioni degli stessi servizi come l’assistenza agli anziani), si vedono anche, gli stessi  cittadini,  vessati da raccomandate ed accertamenti  pagati peraltro  dagli stessi contribuenti”.

Di certo, continua Mattia, fa molto male leggere la determina numero 80010/20, a firma dello stesso funzionario  ai tributi, con la quale si dava incarico ad una società esperta in “economia e finanza” affinché  questa potesse supportare l’ufficio e non solo, per la modica cifra di euro 19.000,  società risalente, sembrerebbe da voci di Palazzo Fundrò, allo stesso esperto, che ha supportato l’amministrazione nella formulazione del dissesto, come se già non si pagasse anche un ragioniere Capo. Ancora una volta, l’attuale amministrazione utilizza i soldi del comune contro i propri cittadini, oltre a sottolineare come lo stesso Ufficio nella scorsa amministrazione, era accorpato al settore Finanziario in cui era presente un solo dirigente, non come in questo caso due dirigenti, con un risparmio concreto di migliaia di euro l’anno. Concludo con il voler ricordare ai cittadini, ai consiglieri, all’amministrazione ed ai politici di turno, che la proposta della mozione di sfiducia non è stata abbandonata, anzi i punti già inseriti possono essere arricchiti da altri risvolti finanziari. Ribadisco e sono certo che, ben pochi saranno i consiglieri che apporranno la firma sul documento, documento che sottolinea quanto questo sindaco  non meriti continuare il mandato a lui affidato per i danni causati alla città”.

Anna Zagara