domenica , Novembre 28 2021

Nicosia non è un paese per giovani… vecchi

In queste ore sta montando una polemica, manco fossimo allo stadio, sui provvedimenti presi dall’Amministrazione volti a contrastare la movida “degenerata”.

Sui provvedimenti non si ritiene utile esprimere parola, qualunque tipo di limitazione ci fa sempre dire “è veramente necessario?”. Ciò che però salta all’occhio è una perorazione da parte di molti che definire puerile e disarticolata è praticamente un elogio: quella di puntare il dito verso Nicosia che non è un paese per giovani perché, secondo questa argomentazione, la definizione di giovane dovrebbe essere di colui che frequenta il bar e, quindi, in ultima analisi, beve. Questa è un’argomentazione di un giovane… vecchio. Perché pensare che la gioventù si esplichi nel solo divertimento derivante dal bere e dalla frequentazione di un bar significa che non si è capito niente nella vita. Quanti giovani sono astemi? Questi non vivono la loro gioventù? Non sanno divertirsi? Ma anche chi è astemio e non considera il bere come divertimento è anormale? O forse sono persone responsabili che hanno capito il valore della vita che sicuramente vale di più di un bicchiere di birra (poi ognuno dà alla propria vita il valore che vuole). È, comunque, indicativa questa protesta che sta montando sul degrado sociale in cui ci troviamo. Perché pensare che il bere sia una parte (anche solo “una”, non per forza “la”) importante per divertirsi ed essere considerato giovane, vuol dire che i modelli educativi o si sono rincretiniti (magari, restando in tema, ubriacati), o comunque non esistono più. Della loro non esistenza, comunque, ne dobbiamo prendere atto. In tutta questa diatriba, ben pochi sono i genitori che hanno espresso un modo serio, che non si fermi alla sola restrizione (importante nel breve ma totalmente inutile nel lungo periodo) per contrastare il fenomeno. E non proviene neanche un serio suggerimento da parte delle scuole tutte chiuse in se stesse e ormai ridotte, a causa di pessima gestione che si protrae da anni, ad asili dove parcheggiare i figli annoiati per qualche oretta. Al limite, ogni tanto, esce un teatrino che vien fatto non per cultura ma per compiacere l’ego di qualche docente che vuole ritagliarsi uno “status” nella società e poi nulla più. E neanche dalla Chiesa che, rinchiusa ormai nelle proprie convinzioni, preferisce fare messe riparatrici (o come si chiamano) piuttosto che affrontare il problema. In tutto questo scenario degradante, vero che il giovane può vedere un modello passato solo dalla televisione, internet e il “branco” di amici. Ma non sempre la massa ha ragione. Perché fu la massa a condannare Gesù e salvare Barabba. La sensualità del divertimento senza freni è il moderno paese dei Balocchi che trasforma tutti in mansueti ciuchini. Oggi il moderno Paese dei Balocchi, con il suo panem et circenses (divenuto beveraggium et curtigghium), ci trasforma in tante pecore mansuete. Ben cantava Bennato “non mi importa dove è il potere finchè continua a darmi da bere”.
Nicosia non sarà un paese per giovani, vero. Ma di certo non lo è perché vengono chiusi i bar.

Alain Calò