mercoledì , Luglio 28 2021

Piazza Armerina. Il disservizio dei cantieri di servizio

In piena zona rossa con commercianti ed artigiani allo stremo, a Piazza  Armerina altro grido di aiuto proviene dai fruitori dei cantieri di servizio. La Regione Siciliana, Assessorato Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali  e del Lavoro, invia un’ultima nota il 13  Giugno 2021 ai comuni, compreso quello piazzese, con la quale comunica quanto segue: “… con i comunicati prot. 2881 del 06/07/2020, 3804 del 29/10/20 e 55028 del 29/12/2020  l’inizio dei lavori per i cantieri non ancora avviati è stato prorogato rispettivamente al 02/settembre 2020, al 31/12/ 2020 e per ultimo al 28/02/21”. La nota continua e comunica anche che:”…considerato l’evolversi della situazione epidemiologica… continuano a pervenire da parte degli Enti Gestori ulteriori richieste di proroghe. Pertanto, si autorizzano gli Enti Gestori, a cui è già stato notificato il decreto di finanziamento che alla data odierna non hanno iniziato i lavori e si trovano in prossimità di scadenza dei termini per l’inizio delle attività… ad iniziare i lavori entro e non oltre il 31 Maggio 2021. Non saranno concesse ulteriori proroghe per cui i decreti di finanziamento,…, saranno revocati”. Pensate che il comune della città dei mosaici abbia già attivato i cantieri di lavoro? Per niente. E’ però certo che il personale da avviare sia stato chiamato, oltre 50 padri di famiglia che, in questo periodo tutto rosso potrebbero portare un tozzo di pane in più a casa, sono stati chiamati ma ad oggi nulla di fatto. Sembrerebbe che l’amministrazione si sia fatta carico di chiedere ulteriore proroga, si dovrebbe sperare nella mediazione? Nel frattempo, il finanziamento pari a circa 150.000 euro potrebbe essere, oppure è già stato, revocato. Una nota stonata nell’economia del paese, che fra covid-19, zone rosse, chiusure e restrizioni, l’amministrazione non riesca a garantire, dopo addirittura diversi solleciti e proroghe da parte dell’Assessorato Regionale, il minimo, perché di minimo si parla, a quei padri di famiglia e non solo, che vedevano uno spiraglio di luce proprio nei cantieri di servizio, specie, appunto, dopo che gli stessi sono stati chiamati dall’ufficio competente infondendo loro la speranza di un imminente inizio. Nella provincia di Enna, mancherebbe all’appello solo il comune di Piazza Armerina per l’avvio dei cantieri, gli altri avrebbero già concluso i lavori. Insomma, l’amministrazione piazzese sarà ricordata anche per questo, la revoca dei finanziamenti con tanto di decreto da una parte e la richiesta di fondi di finanziamento per la programmazione degli eventi dell’estate armerina 2021 dall’altra, peraltro con tanto di decreto di finanziamento. Un “ossimoro”, senza “ossi” ma cu “moro”. Altro macigno sull’economia dell’Ente, la possibilità che la ragioneria entro il 31 Maggio 2021 (data perentoria), non abbia inviato al MEF (Ministero delle Finanze) la certificazione Covid-19 contabile, chi non ha provveduto, come Ente, perderebbe il 100% delle risorse assegnate. La legge di bilancio per il 2021 al comma 830 ha ulteriormente inasprito la sanzione prevista in caso di mancata puntualità della trasmissione:

  • la trasmissione effettuato entro il 30 giugno comporta la decurtazione dell’80% delle risorse assegnate nel 2020 con il “Fondone”,
  • la trasmissione effettuata tra il 1 luglio e il 31 luglio 2021 comporta la decurtazione del 90% delle risorse assegnate
  • il ritardo ulteriore quindi l’invio successivo al 31 luglio 2021 comporta la decurtazione del 100% quindi la restituzione totale delle risorse

Se anche questa ipotesi troverebbe conferma, il comune di Piazza Armerina, in dissesto, sarebbe fuori dalla distribuzione delle somme attribuite all’interno del cosidetto Fondone Covid 2021, attualmente le somme assegnate al comune di Piazza Armerina, ammonterebbero solo a 43.000 euro che risulterebbero essere due euro per abitante ed assegnati a tutti comuni anche a coloro che non avrebbero inviato la certificazione. Ma a fronte di una ingente somma assegnata già lo scorso anno, davvero al ragioneria avrebbe osato tanto? A quanto pare, la certificazione doveva essere firmata dal “legale rappresentante” dell’Ente, cioè dal Sindaco e dai Revisori dei Conti, ma possibile che loro non sapessero? Sempre con il beneficio del dubbio a tale ipotesi, la verifica sarà determinata dalle somme che l’Ente introietterà nei prossimi mesi. Ma se il buon giorno si vede dal mattino, a fronte di quasi 50.000 dello scorso 2020, a valersi come ristoro per la tassa di soggiorno non introiettata, ad oggi sono arrivati solo 3.000 euro. E le statue di Mitoraj? Come le pagheraj? Veramente fatti gravi, molto gravi per un Ente dissestato.

Anna Zagara