venerdì , Settembre 24 2021

Il green pass toglie la libertà?

In questi giorni assistiamo sgomenti (ed è difficile trovare un’espressione diversa) a certe prese di posizione contro il green pass, accusato di essere un qualcosa che tolga la libertà addirittura associandolo ad episodi di grande impatto quale la segregazione hitleriana degli ebrei. Partiamo dal presupposto che mettere sullo stesso piano il green pass e ogni episodio di segregazione (non solo quella degli ebrei) è irrispettoso e sintomo di gravi carenze umani e culturali. Detto ciò, proviamo a capire la grande “repressione” che viene attuata dal green pass. In soldoni: se non si possiede (si dice) non si può vivere. Bene: fatevi il vaccino… da un lato farete un servizio a voi stessi preservando la vostra vita che difendete a spada tratta e in più ottenete il green pass che vi farà vivere. Però, che grande pochezza mentale pensare che la vita sia solo un’andata al bar, in discoteca, in ristorante. La vita è altro.

E poi, scusate, non vi pare forse una grande limitazione di libertà in nome di un progetto plutocratico della massoneria il fatto di avere una patente di guida? La vera libertà sta nel guidare senza patente! Perché spendere i nostri soldi per un pezzo di carta che ci dice chi può guidare e chi non può guidare? Spostarsi è un diritto! Spostarsi è libertà!

Ora, aldilà della provocazione, ci permettiamo una piccola considerazione altrettanto provocatoria: il non essere capace di intendere e di volere, andando un poco a spulciare su internet, è dato da “Stato transitorio di minorazione delle facoltà psichiche in cui si trova chi non è in grado di comprendere il significato del proprio comportamento e di determinarsi di conseguenza”. Ma non si addice proprio a quei soggetti che protestano contro il green pass così violentemente? A voi le conclusioni.

Alain Calò


foto vignetta by italiaoggi