venerdì , Settembre 24 2021

Sperlinga: terza edizione in Piazza Castello

La terza edizione di Teatro in Fortezza Festival, che va dal 12 agosto al 12 settembre, per quest’anno si svolgerà in Piazza Castello. Il festival teatrale, promosso e organizzato dall’Associazione socio-culturale Madè, è stato fortemente voluto dall’Assessore alla cultura del Comune di Sperlinga Salvo Castiglia, che in questi anni ha operato con l’obiettivo di far diventare uno dei Borghi più belli d’Italia meta di viaggiatori di arte e cultura di tutto il mondo.

La III edizione di Teatro in Fortezza curata da Egle Doria, continua a valorizzare artisti e compagnie siciliane che circuitano sulla scena contemporanea. In itinere humani è il tema pensato dalla direzione artistica per collegare gli spettacoli in programma.
Miko Magistro, siciliano e grande uomo di teatro, alzerà simbolicamente il sipario di questa nuova edizione con la più celebre terzina dantesca -Nel mezzo del cammin di nostra vita/ mi ritrovai per una selva oscura / che la diritta via era smarrita- e dallo smarrimento, che ognuno di noi ha vissuto in quest’ultimo anno e mezzo, vogliamo ripartire per ricominciare un viaggio teatrale nell’universalità delle passioni e delle storie umane.
Teatro in Fortezza porterà sul palcoscenico, ai piedi del Castello Medievale scavato nella roccia, quattro storie dal tratto immortale, scritte da divini poeti, trasmesse da voci del popolo della nostra terra e risvegliate dalla drammaturgia contemporanea. Le parole di Dante, Pitré, Lina Prosa e Bukovski avvolgeranno i cuori di coloro che credono nella magia del teatro e che non hanno mai perso la voglia di viaggiare tra fantasia e ragione attraverso mondi reali e immaginati.
Dall’invito del regista Nicola Alberto Orofino a viver di Virtute e Canoscenza attraverso la contemporaneità della somma poesia di Dante Alighieri, al palpito offerto dalla straordinaria penna di Lina Prosa per raccontare la storia di Didone, donna che guida il suo popolo sulle sponde di un mare nuovo. Dalla potenza narrativa e istrionica del Ferrazzanu di Giuseppe Provinzano nel trasmettere il patrimonio culturale siciliano reso esemplare dal grande Pitrè (azione, oggi quanto mai necessaria per ricordare alle nuove generazioni le proprie radici) a un tramonto settembrino, uno Shots sull’amore, inteso come incontro tra due vite, due corpi, due anime smarrite nel riadattamento dei racconti di Bukowski, lo statunitense cantore degli invisibili e delle piccole cose.

Programma Teatro in Fortezza Festival

Giovedì 12 agosto | 21,00
Virtute e Canoscenza -La divina commedia di Dante per due voci e due corpi con Miko Magistro ed Egle Doria. I danzatori Fabio Gambuzza e Cecilia Blanciforti . Regia di Nicola Alberto Orofino. Coreografie di Simona Leonardi. Produzione Città Teatro.
Nella celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, Virtute e Canoscenza non vuole essere solo un omaggio al sommo poeta, ma un viaggio squisitamente drammatico teso a comprendere come il teatro possa contribuire all’approfondimento interpretativo dell’opera massima della nostra letteratura.

Venerdì 20 agosto | 21,00
Didon/Now di Lina Prosa con Elisa Di Dio e Virgilio Rattoballi, regia e coreografie Andrea Saitta, scene e costumi Luca Manuli, musiche Michele Di Leonardo. Produzione Compagnia dell’Arpa.
Drammaticamente consapevole della propria auto-distruzione Didone è l’immagine della donna capace di gettare tutto nell’oblio in nome della passione che in lei ha travolto e bruciato qualsiasi senso del dovere: la Didone, esempio di coraggio e integrità, si trasmuta nell’icona dell’incostanza e dell’abbandono irriflesso al sentimento. La Didone, immaginata da Lina Prosa, è la donna giusta per raccontare questo tempo apatico e insieme crudele che ci sta toccando di vivere. È una “pellegrina e capa”, in fuga dalla crudeltà del potere, trascina dietro di sé un popolo nel passaggio dalle terre di Tiro all’Africa, qui riesce a diventare interlocutrice alla pari di Iarba, capo della popolazione guerriera dei Numidi. È una donna capace di sfidare le incognite del mare e del deserto, capace di immaginare una città alta, potente, forte, una donna che sa farsi regina rivendicando coraggio, autonomia, calcolo.

Lunedì 23 agosto| 21.00
(Comu veni) Ferrazzano |2° capitolo della Trilogia P3-coordinate popolari.
Testi di Giuseppe Pitré, di e con Giuseppe Provinzano. Luci e ambiente scenico di Petra Trombini. Produzione Associazione Babel.
(Comu veni) Ferrazzano è a tutti gli effetti un esperimento scenico: nell’opera del Pitré, Ferrazzano è presente più volte con tanti frammenti, piccole storie che ne delineano il carattere ma non ne restituiscono un’identità riconoscibile in unico racconto. Ferrazzano ci condurrà pertanto tra le storie nelle storie, passando da una a un’altra, facendo scegliere al pubblico attorno a sé una o più storie delle tante che sarà in grado di raccontare, quale primo esemplare delle postegge ancora prima che queste fossero tali. Un personaggio denso capace di raccontare tutto e il contrario di tutto, in un meccanismo aperto che si modifica di giorno in giorno, così come lui era abituato a fare. Un tutto fare nella vita / Un tutto raccontare sulla scena.

Domenica 12 settembre|19.00 – Al tramonto
Shots liberamente ispirato dai racconti di Charles Bukowski, di e con Francesco Bernava e Alice Sgroi. Luci e fonica Giada Caponetti. Produzione Mezzaria Teatro.
Shots è il plurale di una parola inglese e, come molte parole inglesi, può avere diversi
significati, diverse accezioni e può essere usata in molteplici situazioni. Shot, al singolare, può significare ipotesi, foto, sparo, ma è anche una parola utilizzata in un campo semantico molto familiare agli inglesi, che l’hanno creata, e non solo a loro. Shot è infatti un preciso tipo di bicchiere, piccolo e compatto, che si utilizza per bere liquori puri, non allungati con altre sostanze; è il bicchierino che, nelle serate passate nei locali o nelle discoteche, si beve tutto d’un fiato. Tre storie ad alta gradazione sessuale da vivere tutte d’un fiato, proprio come tre Shots, in cui l’amalgama tra sesso e ironia è l’ingrediente principale di questo miscuglio letterario: sono infatti tre storie, liberamente ispirate dai racconti di Charles Bukowski, che affrontano il rapporto uomo-donna con un comune obiettivo, quello di dilatarne il perimetro sensibile, il confine tra il magma viscerale che scaturisce dall’incontro di due esistenze e il mondo che li avvolge.