venerdì , Settembre 24 2021

Cerami: presentazione del libro di Valerio Musumeci “Agata Rubata”

Il 26 Agosto non prendete impegni. Perché alle ore 18 presso il parco urbano “Zuccaleo” di Cerami sarà presentato il romanzo di Valerio Musumeci “Agata Rubata”.

Siccome è un romanzo, ma ancor di più è un giallo, non vi sveliamo niente, però vi diciamo che vale la pena leggerlo, vale la pena prendere la macchina e conoscere l’Autore. Vale la pena perché il giovane Autore sa il fatto suo ed è senz’ombra di dubbio, nonostante la giovane età, un buon riferimento culturale. Il libro poi è scritto benissimo, cattura il lettore sin dal primo momento, portandolo a scorrere con piacere e curiosità le pagine per giungere alla conclusione, inaspettata, come nei migliori colpi di scena, ma che apre, assieme a tutto il libro, spunti di riflessione universali aldilà della storia. A dialogare con l’Autore vi saranno Alain Calò e Michele Schillaci, giovane assessore alla Cultura del Comune di Cerami che ha fortemente voluto l’evento e che, nonostante il Covid, non si è arreso ed è sempre stato propositivo per fare qualcosa nel proprio Comune.

Ma prima di giorno 26, anche per capire perché vale la pena essere presente a questa presentazione di libro, vi riportiamo un piccolo incontro con l’Autore. Buona lettura e… a giorno 26!

Valerio Musumeci, ventotto anni, catanese. Giornalista, autore di alcune pubblicazioni. Tra qualche giorno presenterà a Cerami il suo primo romanzo “Agata rubata”, edito da Bonfirraro. Come si presenterebbe al grande pubblico che non la conosce?

Non molto diversamente da come ha fatto lei. Sono uno che a un certo punto ha aperto un blog per dire al mondo cosa ne pensava dello scibile umano, soprattutto della politica. Dopo il blog collaborazioni saltuarie con alcuni giornali locali, poi sempre meno saltuarie, fino a che non è diventato un lavoro. Accanto a questo poesie, racconti, un paio di saggi che incredibilmente hanno visto la luce, e adesso un romanzo.

 

“Agata rubata”, appunto. Un giallo-noir che affronta il tema della Festa di Sant’Agata, e in particolare di una Festa che non si svolge. Proprio ciò che avverrà quest’anno a Catania. Come risponde alla critica che si tratti di un’operazione commerciale?

Rispondo che il file contenente la prima bozza del libro, sul mio computer, è datato 2014. Questo è assolutamente verificabile. Dopo questa prima stesura c’è stata una pausa di qualche anno, durante la quale ho scritto altro e dimenticato questo lavoro. Poi, ad inizio 2019, l’ho ritrovato, e sostanzialmente riscritto. A sopravvivere sono stati soltanto il protagonista, Salvo Lanza, un giornalista piuttosto cinico, e l’idea che la Festa fosse annullata. Non certo per una pandemia.

 

Ma un motivo vale l’altro. O no?

No. Nel romanzo il sindaco fittizio – Alessandro Amenta – annulla la Festa con una motivazione che è palesemente una scusa. Perciò è interessante immaginare la reazione della città, soprattutto di quella parte che alla Santuzza è visceralmente legata. Nella realtà la Festa si svolgerà in maniera diversa per una motivazione oggettiva, il dilagare di una terribile pandemia. Una scelta obbligata e coraggiosa, da parte del sindaco Salvo Pogliese e della Diocesi, che condivido pienamente e che la città capirà.

 

Restiamo ancora un attimo sulla Festa. Sant’Agata compare addirittura in copertina. Non pensa che sia un argomento un po’ delicato da affrontare in un’opera di narrativa? Non teme che qualcuno “visceralmente legato” alla Santuzza possa offendersi?

Per la copertina mi lasci ringraziare Luca Di Giovanni, artista catanese di grande talento, che ha realizzato un’illustrazione strepitosa. Per quanto riguarda l’argomento, mi creda, non c’è nessuno più attento di me a rispettare l’altrui sensibilità religiosa. Se non altro perché quella sensibilità la coltivo io stesso. Ma forse questo discorso si basa su un equivoco.

 

Quale equivoco, Musumeci?

Che questo sia un romanzo sulla Festa di Sant’Agata. Non è così. Questo romanzo è ambientato sullo sfondo della Festa, in particolare di una Festa che non si svolge. Ma che è il pretesto per raccontare una storia, spero interessante e divertente. Per il resto il romanzo è un’opera di fantasia, e non ha la pretesa di descrivere con accuratezza Sant’Agata. Impresa per la quale non avrei nemmeno le competenze. Aggiungo, a proposito di rispetto, che il libro è dedicato alla fede dei veri devoti.

 

Non tutti i devoti sono veri?

Non sta a me giudicarlo. Certo in questi anni si sono viste tante scene strane.

 

Diciamo qualcosa in più sul romanzo, allora.

La domanda centrale è perché la Festa sia stata annullata. E perché il sindaco Amenta, dopo aver firmato l’ordinanza, abbia lasciato Catania. Il mio protagonista, Salvo Lanza, giornalista di razza ma di un cinismo spaventoso, cerca di capire cosa sia successo. Non ci riesce, e questo lo mette in crisi, mentre in città iniziano ad accadere cose strane. Alcuni autobus prendono fuoco, ad esempio, scatenando il panico nelle strade. Lanza, suo malgrado, scoprirà di essere personalmente coinvolto. E questa storia lo cambierà.

 

In questo romanzo c’è del sesso.

È vero, c’è del sesso ma non è gratuito. Tutto ciò che avviene è funzionale alla storia. Il romanzo inizia con il protagonista in una stanza da letto, e si intuisce che finirà allo stesso modo. Anche nel corso della trama ci sarà tempo per un’avventura galante. Le donne della storia, Sonia e Morena, sono molto sensuali. Ma la loro sensualità è necessaria. In generale, non vedo conflitto tra la sensualità e la fede. Anzi. Pensiamo alla meraviglia del Cantico dei cantici.

 

Ma la gente non è stufa dei gialli?

A quanto vedo, no. Alcune delle cose più riuscite negli ultimi anni sono gialli. Insieme al romanzo storico, dato per morto un’infinità di volte, mi sembra uno dei generi che se la passano meglio. Comunque a me piace l’idea di aver scritto un’opera di intrattenimento. Un romanzo che può essere bevuto in una sera, e regalare qualche emozione e qualche sorriso al lettore.

Spesso i gialli hanno dei seguiti, diventano delle serie. Potrebbe accadere anche a Salvo Lanza?

Il centro di questo romanzo è un fatto mistico, e questo rende un po’ difficile pensare ad un nuovo episodio. Ma nelle conclusioni Lanza dice che la vita non è mai abbastanza. Nemmeno quella di un personaggio. Quasi una richiesta all’autore, che potrebbe decidere di accettarla. Ma prima occupiamoci di “Agata rubata”, e cerchiamo di capire cosa stia accadendo nella strana Catania del romanzo. Per il resto, chissà…