venerdì , Settembre 24 2021

Pietraperzia. Ubriaco minaccia la compagna di morte, ai domiciliari 53enne: anni di maltrattamenti in famiglia

Massima è l’attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri nel fronteggiare i gravi reati di violenza domestica o di genere, per i quali non a caso il legislatore ha inteso garantire alla persona offesa maggiori tutele procedurali e personali. In tale quadro, in attuazione del protocollo di tutela delle vittime il cosiddetto “Codice Rosso”, i militari della Compagnia Carabinieri Piazza Armerina sono recentemente intervenuti in risposta alle richieste di aiuto delle vittime per tutelarle da aggressioni e violenze di ogni genere. Così a Pietraperzia, la locale Stazione ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 53enne originario della provincia di Caltanissetta, resosi responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della convivente. I Carabinieri, coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica di Enna, nella persona del Procuratore Capo Dott. Massimo Palmeri e del Sost. Proc. Dott.ssa Stefania Leonte, hanno tratto in arresto l’uomo che, negli ultimi anni, si era reso protagonista di numerosi episodi di violenza familiare perpetrati ai danni della compagna. La vicenda trae spunto a seguito di una richiesta di aiuto pervenuta sull’utenza 112, per dissidi tra conviventi. Come avviene solitamente in questi casi, la pattuglia dei Carabinieri è giunta immediatamente trovando l’uomo in preda ai fumi dell’alcol e la moglie, in lacrime ed in forte stato di agitazione. Dalla raccolta delle dichiarazioni testimoniali e dalla coraggiosa denuncia della donna, i Carabinieri hanno accertato come per l’ennesima volta, l’uomo avesse minacciato di morte la compagna, offendendola per poi cercare di colpirla. Si è successivamente appurato, infatti, che l’uomo da anni maltrattava la convivente, alternando le minacce e offese verbali con dispetti, soprusi, e violenze fisiche. Per quanto accaduto, il Tribunale – Ufficio GIP – di Enna, accogliendo la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica, disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari per il 53enne in un comune nisseno. Il risultato ottenuto nella circostanza è la conferma dell’impegno dell’Autorità Giudiziaria e del Comando Provinciale Carabinieri di Enna da sempre particolarmente attenti a dare pronte ed efficaci risposte ai reati in danno alle vittime vulnerabili, purtroppo presenti anche in questo territorio, continuando l’impegno profuso nell’ambito della Rete di Supporto antiviolenza, realizzata in sintonia con le “linee guida” del Protocollo Operativo “CODICE ROSSO”, in attuazione delle direttive sancite dalla Legge n.69 del 2019. Ovviamente diventa fondamentale il contributo delle vittime specie nella fase inziale con il coinvolgimento delle istituzioni. L’impegno dell’Arma a tutela delle cd. fasce deboli – donne, anziani, bambini, diversamente abili – passa attraverso la capillare distribuzione sul territorio delle Stazioni Carabinieri, la disponibilità sia di personale specializzato che di locali allestiti specificatamente per raccogliere le denunce. Non a caso presso la Caserma di Enna è presente un ufficio per le audizioni allestito ad hoc con la collaborazione del Soroptimist International d’Italia.