venerdì , Gennaio 28 2022

Riserva naturale speciale di Pergusa sono 90 gli uccelli inanellati

Enna. Due giornate intense si sono vissute presso la Riserva Naturale Speciale del Lago di Pergusa per le attività di inanellamento dei volatili a scopo scientifico, svolte da Natalino Cuti della Stazione Siciliana di Inanellamento, e da Rosa Termine, Biologa dell’Università “Kore”. La stazione pergusina di inanellamento è attiva a cadenza mensile dal 2003 ed è un’iniziativa coordinata dal prof. Bruno Massa, docente dell’Università di Palermo. Con l’inanellamento ad ogni volatile, catturato momentaneamente con speciali reti nebbia, viene apposto nella zampetta un anello di metallo contenente un codice che permetterà di identificarlo in tutto il mondo. Questo consente studi su dispersione e migrazione, comportamento e struttura sociale, longevità e tassi di sopravvivenza, successo riproduttivo e crescita demografica. Sono stati oltre 90 gli uccelli inanellati, nei giorni scorsi, presso la Riserva Naturale Pergusina, appartenenti a diverse specie, tra cui Cannaiole , il cui livello di grasso accumulato era notevole dato che si preparano a lasciare il lago per raggiungere l’Africa dove passeranno l’inverno. Altre specie inanellate sono state la rondine, l’usignolo, l’usignolo di fiume, il beccafico, la sterpazzolina, l’occhiocotto, la capinera, la cinciallegra, la cinciarella e il beccamoschino. Quest’ultimo, protetto dalla Legislazione Italiana, presenta un piumaggio bruno-giallastro con striature longitudinali scure ed è uno degli uccelli più piccoli che abitano il continente europeo: misura circa 10-11 centimetri ed il suo peso non supera gli 8-9 grammi. Il fattore che più incide su conservazione e sopravvivenza di tale specie è sicuramente il clima. Il beccamoschino, infatti, risente particolarmente delle temperature rigide delle stagioni invernali; ulteriore fattore che minaccia la specie, ed in modo particolare, il suo habitat, è costituito dall’intervento antropico (bonifiche, irrigazioni, prati stabili, distruzione degli incolti, pulitura delle rive dei canali, etc.) che può alterare pesantemente l’equilibrio ecologico degli ambienti che il beccamoschino predilige. Alle operazioni hanno assistito non solo il prof. Bruno Massa e ricercatori universitari provenienti da varie parti della Sicilia, ma anche diversi bambini; “L’inanellamento, oltre alla notevole valenza scientifica – dichiara Rosa Termine – permette di osservare da vicino i volatili, anche molto elusivi, prestandosi molto a stimolare la curiosità dei bambini; poiché dalla curiosità ed attenzione verso ciò che è “altro da noi stessi” nasce rispetto e amore verso la diversità in generale, tale attività contribuisce anche ad orientare i futuri cittadini ad una maggiore sensibilità e responsabilità”.