martedì , Gennaio 25 2022

Enna. Alla Kore non c’è due senza tre… Capi di Stato

Enna. Alla Kore non c’è due senza tre… Capi di Stato
di Massimo Greco

Per l’inaugurazione dell’anno accademico e dei novelli laboratori di Biomedicina dell’Università Kore, programmata per il prossimo 10 dicembre, è prevista la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro dell’Università Maria Cristina Messa. Se è la prima volta che il Ministro dell’Università visita l’ateneo ennese, è la terza volta che il Capo dello Stato partecipa a siffatta celebrazione. Il primo fu Oscar Luigi Scalfaro e il secondo fu Azeglio Ciampi. Per una libera università non statale, che ha appena compiuto 16 anni, è certamente motivo di orgoglio e soddisfazione ricevere attenzioni di tale elevatura istituzionale, e di ciò non possiamo che prenderne atto. Ma non basta, occorre dire qualcosa in più ed utilizzare le giuste coloriture per evidenziare l’accreditamento e l’affidabilità del management della Kore capace, ictu oculi, non solo d’incuriosire ma anche di stimolare attenzioni e sostegni istituzionali ai massimi livelli. Si conferma quindi l’assunto, che abbiamo avuto occasione di suggerire ad un attento tesista di dottorato del medesimo ateneo, che la Kore – l’unica università siciliana a non essere stata istituita da un Papa o da un Re ma dal suo territorio che ne ha ideato e generato l’impianto ordinamentale – rappresenta un evento endogeno che sembra sortire gli stessi effetti virtuosi della proclamazione di Castrogiovanni a capoluogo di Provincia nel 1926, posizionandosi “di traverso”, tanto da essere considerata “un’occasione storica irripetibile”, rispetto a quello che sembra essere un’inarrestabile declino verso la desertificazione delle aree interne e centrali della Sicilia.
In tale contesto, fatto anche di apprezzamenti e riconoscimenti, la Kore sembra destinata ad assumersi la “responsabilità” di prendere l’iniziativa, di segnare la traiettoria e, perchè no, di promuovere azioni sussidiarie su quel versante delle politiche di sviluppo locale a sostegno delle aree interne della Sicilia, in cui la tradizionale architettura istituzionale sembra segnare il passo. Concepire quindi la Kore come una “economia in movimento”, passando dall’università-soggetto all’università-funzione, capace di organizzarsi in rapporto a un ambiente in costante evoluzione e guardando ciò che avviene sul territorio. È questa “capitalizzazione della conoscenza”, in chiave “trasformativa”, a costituire il cuore della nuova missione della Kore, fatto che la lega in modo più stretto al territorio e agli utilizzatori della conoscenza, che la porta a superare l’approccio del docente “lupo solitario” ed a costituirsi come un attore economico a pieno titolo. In questa fitta rete di relazioni la città di Enna potrà diventare il campus naturale della sua “città universitaria”, “città della conoscenza”, nodo nevralgico che pulsa di conoscenze e idee. Certo, non tutti sono disposti e capaci di diventare attori dello sviluppo locale, ma è sufficiente che il processo coinvolga la parte dinamica delle “eliche”, interessando tutti quei soggetti disposti ad operare, perchè l’identità del luogo si riproduca e si rigeneri nel corso del tempo intrecciata alle identità dei territori con i quali condivide se non la medesima genesi, lo stesso destino.