lunedì , Maggio 16 2022

Antropologo Buttitta segnala il rischio di trasformare riti religiosi devozionali in eventi turistici

Intervenendo alla conferenza sul tema “A calata du circu: simbolismo rituale, trasmissione della memoria, identità culturale” organizzata dalla confraternita Sant’Antonio di Cerami e trasmessa in streaming, a causa del covid, nel 2021, in occasione dei festeggiamenti invernali in onore di Sant’Antonio, Ignazio Emanuele Buttitta, docente di antropologia del sacro e tradizioni popolari all’Università di Palermo, ha citato il pellegrinaggio che i devoti di San Silvestro, monaco basiliano e patrono di Troina, fanno ogni anno a maggio sui Nebrodi per raccogliere ramoscelli di alloro, la pinta molto cara al santo. Alla conferenza, moderata da Michela Schillaci, hanno partecipato altri due studiosi di antropologia del sacro: Antonio Frenda dell’Istituto teologico San Gregorio di Agrigento, e Rosario Perricone dell’Accademia delle Belle Sarti di Palermo. Buttitta ha citato il pellegrinaggio in onore di San Silvestro da Troina nell’ambito del monito che ha lanciato a non trasformare atti di devozione in attrattori turistici. “E’ la drammatica fine che si avvia a fare il pellegrinaggio di Troina, che da fatto squisitamente devozionale si è trasformato in un evento per attrarre turisti in cerca di esperienza di carattere esotico”, ha detto Buttitta. Così facendo, per Buttitta, i riti religiosi, come il pellegrinaggio, finiscono per destrutturarsi e per perdere il loro senso e la loro sacralità. “Si stia bene attenti a fare opera di divulgazione turistica di certi riti proponendoli come degli elementi di mercato”, mette in guardia Buttitta. L’antropologo palermitano precisa che, con questo, non vuole dire che guardare al patrimonio immateriale dal punto di vista dell’interesse economico sia sbagliato o dare giudizi di valore. Al riparo di questo rischio ci sono “A calata du circu” di Cerami e i pellegrinaggi legati al rito dell’alloro che fanno i devoti San Cataldo, patrono di Gagliano Castelferrato, e di San Vito, patrono di Regalbuto. Anche nel rito ceramese della “A calata du circu” è presente l’alloro. Questi riti devozionali caratterizzati dai ramoscelli di alloro sono molto diffusi sui Nebrodi dove era molto diffusa e forte la presenza del monachesimo basiliano. Secondo Buttitta, questi riti legati all’alloro rimandano ad una “persistenza di ritualità precristiana rifunzionalizzata all’interno di un’ottica devozionale cristiana”.
Silvano Privitera