venerdì , Maggio 20 2022

Valguarnera: ex consiglieri chiedono a Sindaca e Presidente Consiglio, dopo sentenza archiviazione per accuse di diffamazione, rimborso spese legali e pubbliche scuse

Valguarnera. Il consigliere comunale Giuseppe Speranza e gli ex consiglieri dell’”Altra Voce” Concetta Dragà, Giuseppe Arcuria, Concetta Forte, alla luce della sentenza di archiviazione emessa dal Gip di Enna, per la querela di diffamazione, promossa nel 2016 dalla sindaca Francesca Draià e dal Presidente del Consiglio Enrico Scozzarella chiedono adesso il rimborso delle spese legali sostenute e le pubbliche scuse. “La vicenda scrivono in una nota- risale al 2016 e rappresenta l’ennesimo atto di testimonianza del clima di intimidazione instaurato nel nostro comune a danno di coloro che si oppongono all’attuale gestione del potere politico.” Come si ricorderà, il Sindaco Francesca Draià, prendendo spunto da alcuni commenti pubblicati sul social network Facebook e il Presidente del consiglio Comunale Enrico Scozzarella, in seguito ad un documento presentato in consiglio comunale dai rappresentanti del gruppo politico “L’Altra Voce per Valguarnera”, hanno querelato nel 2016 per diffamazione, sia i consiglieri comunali che il giornalista Rino Caltagirone, reo di avere pubblicato il documento politico su alcune testate giornalistiche online. Il giudice per le indagini preliminari, rilevata la totale infondatezza della notizia di reato, ha provveduto ad archiviare la querela. Nell’atto di archiviazione si legge chiaramente che il giornalista ha agito nel pieno rispetto del diritto di cronaca, mentre i consiglieri hanno operato in linea con il diritto di critica politica che caratterizza qualsiasi sistema democratico. “Emerge chiaramente- continuano- a distanza di anni, l’utilizzo della querela e della denuncia quale arma per bloccare l’attività politica dei consiglieri comunali di opposizione, per intimidire e per lanciare un chiaro messaggio a coloro che intendono esprimere una posizione critica rispetto all’azione di governo. L’attuale situazione politica, caratterizzata da un governo locale totalmente incapace di gestire la cosa pubblica nel rispetto delle più elementari regole democratiche, da un organo consiliare che non riesce a svolgere con serenità le proprie prerogative istituzionali di proposta e controllo, da una comunità disincantata e lontana dall’impegno attivo, rappresenta l’involuzione culturale, sociale ed istituzionale conseguente alla gestione del potere negli ultimi sette anni. La richiesta di rimborso che presenteremo- conclude la nota- vuole essere un atto di difesa delle prerogative democratiche spettanti ad ogni consigliere comunale, per questa ragione intendiamo destinare il recupero delle somme a scopo benefico a favore della nostra comunità. Sarebbe veramente grave se consentissimo alle figure istituzionali di utilizzare l’arma della denuncia come atto intimidatorio, creerebbe un grave precedente per la salvaguardia della Democrazia e della Libertà di parola. Auspichiamo che questa triste vicenda si concluda con le pubbliche scuse da parte dei soggetti querelanti”.