I treni del PNRR passano ma da noi nessuno li prende (parte settima)

I treni del PNRR passano ma da noi nessuno li prende (parte settima)
di Massimo Greco


Nel bel Paese, dove esiste un divario incolmato tra nord e sud, le aree interne sono quelle dove l’Italia è decisamente “meno Italia”. Rari sono i casi in cui la consapevolezza di tale status è diventata la leva su cui progettare ipotesi di sviluppo basate su dinamiche innovative. L’ennesima dimostrazione di questo deficit, che evidentemente non è solo economico, ci arriva dalle risorse messe in campo dal PNRR. Tra gli 11 ecosistemi dell’innovazione a livello territoriale, finanziati per un importo complessivo di 1,3 miliardi di euro, la Sicilia figura all’ultimo posto con un progetto presentato dall’Università di Catania. Al primo posto, come spesso capita, si è collocata l’Emilia Romagna con un progetto presentato dall’Università di Bologna. Tutti i progetti sono stati presentati da partenariati guidati da Università e anche questo è un dato su cui riflettere, considerato che il bando consentiva anche agli enti locali di candidarsi per un ecosistema dell’innovazione nel rispettivo territorio. In capo agli enti locali, si conferma la tesi dell’assenza di adeguate risorse umane in grado di catturare le numerose opportunità offerte dal PNRR. Sindaci, assessori e burocrati sono quotidianamente impegnati nell’assicurare una discreta qualità dei servizi e nel gestire nel migliore dei modi l’ordinaria amministrazione, ma guai a pretendere da loro una riflessione diversa, innovativa, coerente con le esigenze del “cambiamento”. Per gli attuali amministratori locali, obiettivi come quello di favorire il trasferimento tecnologico e accelerare la trasformazione digitale dei processi produttivi delle imprese in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale e di impatto sociale sul territorio, appaiono talmente astratti da non meritare nemmeno di essere menzionati tra le finalità statutarie. Se così è per quasi tutti gli enti locali di piccola e media dimensione presenti sul territorio italiano, preferiamo stendere un velo pietoso su ciò che (non) succede sulle nostre aree interne e centrali della Sicilia.

link puntate precedenti:

Provincia di Enna. Sindaci stanchi o depressi? (parte sesta)

Sulle polemiche del Policlinico c’è chi dice no (parte quinta) – Dichiarazione Presidente Kore rende carta straccia documento Sindaci

Enna. Sindaci disorientati e carenza di professionalità (parte quarta)

Sindaco Troina e colleghi Assoro, Calascibetta, Catenanuova e Regalbuto chiedono convocazione conferenza dei Sindaci sul Policlinico (parte terza)

Sindaci samurai per il Policlinico universitario (parte seconda)

I Sindaci della provincia di Enna incapaci buttino giù la maschera…. prima che sia troppo tardi! (parte prima)
 
fuori sacco (link):
Comune di Enna. Cittadinanza onoraria per Stefania Petyx?

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redazione-vivienna