venerdì , Luglio 1 2022

Era il 16 giugno 1982 allorquando Valguarnera accolse la tragica notizia della morte del carabiniere Luigi Di Barca perito in un agguato mafioso

Valguarnera. Sono passati 40 anni da quel terribile giorno, era il 16 giugno 1982, allorquando Valguarnera come un fulmine a ciel sereno accolse la tragica notizia della morte di un suo confratello, il carabiniere scelto Luigi Di Barca perito tragicamente in un agguato mafioso, nell’adempimento del suo dovere. Assieme a lui, nella strage della circonvallazione di Palermo, perirono a colpi di kalashnikov, crivellati da un commando criminale, l’appuntato Silvano Franzolin, il carabiniere Salvatore Raiti, l’autista Giuseppe Di Lavore ed il boss catanese Alfio Ferlito. L’obiettivo della strage era quello di uccidere il boss catanese. I tre carabinieri prestavano servizio presso il Comando Provinciale di Enna. La cerimonia di commemorazione delle vittime si è svolta stamani in Palermo, proprio dove è avvenuto l’eccidio, alla presenza del comandante della Legione Carabinieri Sicilia, generale di Brigata Rosario Castello, del Prefetto di Palermo, del generale di Brigata Giuseppe De Lisi e di autorità civili e militari. Profonda commozione allorquando le vittime sono state ricordate con la lettura della loro biografia e delle motivazioni con le quali è stata concessa loro la Medaglia d’Oro al Valor Civile. Sul luogo, con tutti i familiari delle vittime presenti, è stata deposta una corona d’alloro. Il carabiniere quel giorno, il 16 giugno 1982, lungo la circonvallazione di Palermo, nel corso di un servizio di scorta, venne raggiunto assieme ad altri tre commilitoni da numerosi colpi di arma da fuoco esplosigli contro da un commando mafioso, mentre traducevano il boss Alfio Ferlito dal carcere di Enna al super carcere di Favignana. “Di Barca, sebbene gravemente ferito, impugnava l’arma in dotazione rispondendo al fuoco, ma colpito a morte si accasciava sul sedile. Splendido esempio di sprezzo del pericolo ed alto senso del dovere, spinti sino all’estremo sacrificio.” Fu questa la motivazione con la quale il Ministro dell’Interno nel 1995, conferiva a Di Barca una Medaglia d’Oro al Valore Civile. Nel 2017, ad oltre 25 anni di quel nefasto episodio, il secondo e forse più importante riconoscimento alla sua memoria, l’intitolazione a suo nome della caserma dei carabinieri del paese natio. Luigi Di Barca era nato a Valguarnera il 10 aprile 1957 ed all’epoca dell’agguato mortale aveva solo 25 anni lasciando nel più profondo dolore e sgomento la giovane moglie Silvana Irritano di 23 anni, che portava in grembo la piccola Luigina che sarebbe nata 6 mesi dopo.
Rino Caltagirone