martedì , Novembre 29 2022

Provincia di Enna al primo posto per rischio corruzione

La provincia di Enna conquista il podio più alto di una classifica italiana che prende in esame 106 province ma lo fa in negativo. Stiamo infatti parlando della nuova metodologia utilizzata dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione – ANAC –  per monitorare  il “rischio corruttivo”. L’indagine si basa su 70 indicatori che rilevano i livelli di istruzione, benessere economico, capitale sociale e criminalità. Ne parliamo con Massimo Greco, già formatore interno per l’aggiornamento professionale dei dipendenti dell’Amministrazione regionale  e locale.

Ci dobbiamo preoccupare?

Non è una classifica stilata sulla base dei dati forniti dall’Autorità Giudiziaria né tanto meno sulla base del numero dei reati di corruzione contestati nella nostra provincia. L’ANAC ha sviluppato un sistema che consente di aggregare dati e informazioni su aspetti della vita sociale ed economica di un territorio che potrebbero rappresentare  un terreno fertile per i fenomeni corruttivi.

Ma allora non parliamo di “corruzione”?

No, il concetto di “corruzione” coniato dal legislatore con la legge n. 190/2012 non è speculare a quello previsto dal codice penale ma molto più esteso e si riferisce soprattutto al “rischio corruttivo”. Non a caso tutti i programmi triennali di cui risultano dotate le PP.AA. mirano ad inserire nei rispettivi ordinamenti  “anticorpi” sotto forma di attività di controllo e monitoraggio per prevenire il fenomeno corruttivo.

Ok ma per fare questo allora bisognerebbe lavorare anche sulla società civile….

Esattamente, e proprio per questo l’ANAC ha elaborato 70 indicatori che rilevano i livelli di istruzione, benessere economico, capitale sociale e criminalità. E’ scientificamente dimostrato che i fenomeni corruttivi sono molto più presenti in territori che difettano nei citati ambiti.

E’ un modo diverso per ricordarci che siamo una provincia povera…

Sulla base di questi indicatori sì, basti solo pensare che – com’era prevedibile – le province più virtuose in cui il fenomeno corruttivo ha minore possibilità di attecchimento si trovano tutte al nord con in testa Milano, Bologna e Modena.

E quindi?

Quindi ci si deve preoccupare al pari del dato sconfortante delle nascite o di quello della mobilità demografica o di quello reddituale. Il problema è sempre quello e va inquadrato in una logica di sistema, nel contesto della quale continua a pesare come una macigno l’incapacità dell’attuale classe politica e dirigenziale di avanzare una sola proposta per arginare la decrescita di una area interna e centrale come la nostra.