lunedì , Agosto 8 2022

Valguarnera. Lavori alla Villa proseguono con celerità ed Comitato: andremo a manifestare a Palermo se la Sindaca non ferma i lavori

Valguarnera. Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. I lavori alla Villa proseguono con celerità ed il comitato “Salviamo la Villa” ieri sera in un comizio ha invitato la sindaca a fermarli.

Non “disturbate il manovratore”, vi siete sfogati, ora lasciatemi lavorare in pace per portare avanti i lavori della Villa “Falcone- Borsellino”. E’ questo in sintesi, quello che ha voluto dire la sindaca Draià in un proprio video, subito dopo il comizio di ieri sera in Piazza della Repubblica del comitato civico “Salviamo la Villa”, alla presenza di un numeroso pubblico attento. Un comizio in cui 4 rappresentanti, Vittorio Speranza, Gabriele Leanza, Davide Urzì e Carlo Garofalo hanno esposto con competenza ed eloquenza le ragioni di quanti non condividono la trasformazione della villa in Piazza. Nei loro interventi hanno invitato la sindaca a fermare immediatamente i lavori in corso e discutere in un tavolo di confronto per salvare il salvabile, visto che i lavori sono iniziati da alcuni giorni e procedono a gran ritmo, con molte siepi già estirpate. Si potrebbe benissimo citare la famosa frase di Tito Livio “che mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”. Ed è proprio così. Perché i lavori proseguono a grandissima velocità nonostante i chiarimenti richiesti dall’Assessorato regionale Infrastrutture e Mobilità che ha finanziato l’opera per un milione di euro e lo stop imposto da parte del Genio Civile di Enna. Ma soprattutto, hanno chiesto alla sindaca, di riflettere, visto che c’è una comunità divisa tra chi vuole i lavori chiamiamoli di “riqualificazione” e chi invece intende mantenere la Villa come patrimonio storico della città. E sarebbe proficuo a questo punto, che un minimo di dialogo tra chi porta avanti una battaglia da mesi e la sindaca debba esserci, al fine di trovare un accordo, soprattutto per rispetto di quella parte di comunità che non condivide ed in nome di quella democrazia partecipata tanto invocata dalla stessa. La politica è dialogo, ragionamento e compromesso, senza i quali si va a sbattere rischiando magari che a parlare saranno successivamente le carte bollate. Perché da quel che è emerso dal comizio, il comitato non intende fermarsi e intraprenderà tutte le iniziative utili per far valere i diritti di migliaia di valguarneresi. Eloquenti ieri sera, come detto, gli oratori che si sono succeduto sulla banchina di Piazza della Repubblica. Vittorio Speranza ha parlato della villa come patrimonio storico da salvaguardare, citando personaggi e sindaci illustri del passato che hanno costruito e non distrutto, tra i quali Sebastiano Arena grande benefattore della città ed il compianto Enzo Sicilia che agli inizi degli anni ’50 con grande lungimiranza ha costruito il campo sportivo e la villa comunale. “Cosa diremo- si è interrogato- fra un decennio ai nostri figli e nipoti che ci chiederanno perchè la villa è stata distrutta? Noi potremo dire di aver fatto tutto il possibile per mantenerla, altri invece passeranno alla storia per averla distrutta, così come sono passati quegli amministratori che hanno distrutto il Castello di piazza Tuttobene”.

Gabriele Leanza: “all’inizio il temine riqualificazione è stato accettato da tutti perché si pensava che la villa venisse abbellita e rimessa a nuovo, ma nessuno poteva pensare che l’intendimento dell’amministrazione fosse quello di distruggerla per farne una piazza. Una violenza civica e una mancanza di sensibilità da parte di questa amministrazione che va a modificare unilateralmente, senza che la comunità venisse informata preventivamente su ciò che si voleva fare. Abbiamo inviato prima dell’inizio dei lavori- continua- un esposto al Prefetto e alle massime autorità provinciali e regionali, ma la sindaca ha voluto fare di testa propria, iniziando i lavori, come in una sfida, offendendo centinaia di cittadini che avevano firmato una petizione popolare e calpestando le leggi nazionali ed europee in materia di ecologia ed ambiente che prevedono tutt’altri parametri”. Davide Urzì ha invece parlato dell’aspetto tecnico ed amministrativo del progetto, segnalando che esistono varie anomalie. Esistono – ha affermato- incongruenze tra la data di approvazione del progetto da parte della Giunta Comunale (02/07/2021) e la data di approvazione tecnica ed amministrativa da parte del Dirigente tecnico (05/07/2021) nonché l’inserimento della proposta progettuale nel Piano delle Opere pubbliche approvato dal Consiglio in data 29/09/2021; nonché assenza dei requisiti d’ammissibilità previsti dal bando come i prescritti pareri della Soprintendenza dei Beni culturali e del Genio civile; non risulta alcuna dichiarazione di compatibilità con lo strumento urbanistico vigente per la trasformazione della villa comunale in piazza e che l’alterazione del verde pubblico costituisce violazione dei parametri essenziali previsti nel PRG. Da tecnico- ha continuato- mi vengono i brividi nel sapere che un progetto di tale portata è stato realizzato in modo approssimativo nel giro di 24 ore. Qualsiasi tecnico, anche di primo livello, avrebbe presentato un progetto migliore. Mi chiedo se fra vent’anni a causa delle acque piovane e del danno che causeranno le radici, questa piazza esisterà ancora”.

Ha concluso il comizio Carlo Garofalo, il coordinatore provinciale dei comitati cittadini ennesi: “La sindaca – ha affermato – sta cancellando un patrimonio storico di vasta portata e si dovrebbe interrogare perché tanta gente stasera è scesa in piazza, gente che non ha colore politico e che è venuta qui per difendere un simbolo cittadino, la Villa “Falcone Borsellino”. Lei inoltre, ha voluto anticipare sempre tutte le nostre iniziative, sfuggendo ad un possibile dialogo e parlando sempre con arroganza. Nel tempo ha cercato sempre di distruggere e manipolare, vedi Ente Parco Floristella, vedi Moschea, uscendone sempre sconfitta. Consiglio i 12 consiglieri comunali di richiedere un parere legale in autotutela per non incorrere in responsabilità, considerato che l’eliminazione del verde cambia i parametri del PRG e questa –ha concluso- si chiama violazione. In ultimo, l’appello al sindaco: “Cerchi di ragionare sui danni che sta causando e coinvolga il comitato per discutere sul progetto e salvare il salvabile”.
Rino Caltagirone