Enna: area vasta e aree interne al centro dei lavori congressuali dell’UGL

Enna. Il tema dello spopolamento delle aree interne è prepotentemente entrato nell’agenda politica di Istituzioni e forze sociali, consapevoli della difficoltà di affrontare un problema enorme, se solo si tiene presente che la popolazione globale tende a concentrarsi progressivamente in poche megalopoli. Alla Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) già messa in campo nel tentativo di indurre i Comuni a considerarsi come “sistema territoriale intercomunale”, si sta affiancando il dibattito sulle politiche di area vasta e sul modello di ente intermedio più idoneo. Dopo il seminario promosso nei mesi scorsi dall’Ordine degli Architetti della provincia di Enna, adesso è la federazione autonomie locali del sindacato UGL che si farà carico di continuare il ragionamento durante i propri lavori congressuali che si terranno il pomeriggio di venerdì 19 maggio presso l’Hotel Federico II°. E non è casuale il fatto che sia proprio la federazione autonomie locali ad affrontare la tematica. Nelle politiche di area vasta, infatti, un ruolo fondamentale è affidato alle Istituzioni locali, che dovranno provare di essere in grado di guardare oltre i propri confini, attraverso l’esercizio congiunto di funzioni amministrative e la gestione associata di servizi pubblici locali. E poiché la gestione associata di funzioni e servizi presuppone l’esistenza di una capacità aggregativa, istituzionale e amministrativa, appare necessaria un’attività di monitoraggio finalizzata ad individuare, nell’ordine, la capacità di leadership strategica e innovativa espressa dalla classe dirigente locale interessata, l’intensità della forza generata da questa leadership per contrastare le resistenze al cambiamento che non di rado si “nascondono” nei sistemi territoriali e la propensione ad esprimere tale forza di cambiamento e innovazione, attraverso una partecipazione attiva della popolazione ai processi decisionali.




Questo perché la gestione in associazione di funzioni pubbliche implica che qualcuno promuova e diriga il relativo processo aggregativo. La presenza ai lavori congressuali di numerosi esponenti delle Istituzioni statali, regionali e locali sarà l’occasione per comprendere come far dialogare lo strumento associativo dell’Unione dei Comuni, richiesto dalla SNAI, con quello di “area vasta” contenuto nella prospettata contro-riforma dell’ente intermedio siciliano.
Massimo Greco

Published by
redazione-vivienna