Regalbuto

La sabbia della diga Pozzillo diventerà un fertilizzante

Il limo che risiede sul fondo della diga Pozzillo, in territorio di Regalbuto, nell’Ennese, diventa una importante risorsa per l’agricoltura e sarà usato come fertilizzante per le colture. A disporlo è  l’Autorità di bacino della Presidenza della Regione.

Per uso agricolo

La sabbia addensata sul fondo della diga, che fino ad oggi hanno costituito un grosso problema penalizzando fortemente la capacità d’accumulo dell’invaso, ora potrà essere utilizzata come “ammendante” in agricoltura nei terreni del comprensorio. 

Gli interventi dell’Enel

L’Autorità di bacino ha infatti autorizzato l’Enel, gestore dell’invaso, a compiere tutte le opere necessarie ad eliminare l’interrimento presente nella diga che ammonta a circa 2,5 milioni di metri cubi, corrispondente al 10% del volume utile perso per effetto dell’interrimento stesso.

Piano di gestione della diga

Per la prima volta queste operazioni, che rientrano fra quelle incluse nel piano di gestione della diga, vedranno i grossi quantitativi di limo sul fondo dell’invaso utilizzati in agricoltura, trasformando l’operazione in una soluzione virtuosa ed ecologica che rende produttivo un problema atavico, che, pertanto, oggi diventa una importante risorsa. L’operazione, tra l’altro, consente di recuperare volume utile all’interno dell’invaso, che potrà servire, pertanto, per accumulare ulteriori quantitativi d’acqua.

L’avviso dell’Autorità di bacino

“Si tratta di una scelta che amplia le possibilità di riutilizzo dei materiali in esubero, dopo che nello scorso mese di giugno l’Autorità di bacino aveva emanato un avviso pubblico che mirava a creare un sistema “circolare” finalizzato al riutilizzo dei materiali sabbiosi e ghiaiosi provenienti dai corsi d’acqua dai quali sono stati rimossi nel corso degli interventi effettuati di manutenzione e mitigazione del rischio idraulico. In quel caso il riutilizzo delle sabbie era destinato a fini produttivi e per i ripascimenti dei litorali in erosione” spiegano dalla Regione.

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Gaetano Scariolo