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Tradizioni, feste e sagre da non perdere: cosa vedere in provincia di Enna

Sacro e profano nel folclore siciliano

Secoli di invasioni e commistioni con culture diverse, provenienti da migliaia di km di distanza, hanno fatto della Sicilia un’isola dove barocco, arabo, romano, greco antico e sicano si sono sovrapposti gli uni agli altri. E se le tracce di questo “incredibile miscuglio” sono perfettamente visibili nei monumenti e nelle architetture di tutta la regione, altre tracce, meno evidenti, sono presenti nelle tradizionali feste e sagre che ogni anno si ripetono, riproponendo elementi della religiosità cristiana assieme ad elementi che con la religione non hanno apparentemente nulla a che fare: ricostruzioni storiche, riti pagani legati all’agricoltura, atti di pietas nei confronti dei meno fortunati, …

Del resto, anche quel gran cantautore che era Fabrizio De André, nel 1967, già cantava di un prete che “si porta a spasso per il paese l’amore sacro e l’amor profano”! E se di Bocca di rosa non c’è traccia (visibile), la “Vergine in prima fila” non manca mai nelle processioni della Sicilia. E in questo la piccola provincia dell’entroterra siculo, Enna, non fa di certo eccezione. 

Non c’è mese dell’anno in cui, in almeno due o tre paesini della provincia, non si tenga una festa, una sagra o non si dia vita ad una manifestazione della tradizione locale.

La funzione originaria di paracadute sociale delle feste e tradizioni in provincia di Enna

Non sono rari i paesi della provincia di Enna in cui, dai decenni e dai secoli scorsi, si siano ripetute, anno dopo anno, le consuetudini di pensare ai meno fortunati, ai poveri, a chi ha poco o niente da mangiare o da vestire. Oggi, fortunatamente, l’indigenza economica, rispetto all’inizio del secolo scorso, non è così evidente e sono tante le associazioni di volontariato che si occupano per tutto il periodo dell’anno delle famiglie più povere. Tuttavia, le tradizioni sono rimaste ed hanno oggi assunto tutto l’aspetto folklorico e godereccio tipico di una società più ricca.

Alcuni esempi possono essere rinvenuti a Valguarnera, dove il primo giorno dell’anno si fanno dei doni ad un bambino povero del paese, che simbolicamente rappresenta Gesù: vestiti, scarpe, giocattoli, dolciumi e una croce rossa, per ricordare che lui è “il bambino dell’anno”. Stigmatizzante, forse, ma indubbiamente generoso.

A marzo, in concomitanza con la festa di San Giuseppe, si pensa nuovamente ai più poveri: tavole imbandite nella piazza principale o in tutte le case, con i migliori e più prelibati piatti locali, originariamente erano a disposizione dei poveri. Oggi, il rito si ripete ogni 19 marzo, in una giornata in cui tutti i cittadini, anche quelli dei paesi limitrofi, partecipano, mangiando, chiacchierando e divertendosi, a Barrafranca, Leonforte e Valguarnera.

Carnevale e Pasqua: le celebrazioni per la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera

Anche il Carnevale in provincia di Enna è molto sentito: carri allegorici a Regalbuto, Barrafranca (dove si può assistere anche la “ruttura du pignattuni”) e a Valguarnera, ballo in piazza a Nicosia e “recita dei dodici mesi” affidata a Re Carnevale, nuovamente a Barrafranca.

Ad Enna e provincia, non possono mancare le manifestazioni religiose legate alla Pasqua, ovviamente.

Anche i più piccoli comuni organizzano celebrazioni, presepi e processioni: Agira, Calascibetta, Centuripe, Leonforte, Nissoria, … 

Tra quelle da segnalare, vi sono la processione del Venerdì Santo di Aidone, che inizia all’imbrunire e si protrae fino alle due di notte, ripercorrendo più e più volte le vie del piccolo centro. Vi è poi la processione di Assoro, che parte alle dieci di sera e si prolunga fino alle quattro del mattino successivo. Il Cristo in croce, in questo caso, è portato da un gruppo di fedeli, vestiti di bianco e a piedi nudi, mentre altri confratelli portano la statua della Madonna dell’Addolorata.

Da vedere assolutamente è anche la processione pasquale di Pietraperzia, detta U Signuri di li Fasci: alla parte sommitale di un palo alto otto metri viene posizionato un crocifisso e vengono attaccate circa 200 fasce di lino bianco, lunghe una trentina di metri. Portatori del palo e portatori delle fasce (circa 500 persone in tutto) si muovono all’unisono per le vie del paese, preceduti da una processione di incappucciati.

È evidente come in questa processione si mischino elementi profani e sacri: il crocefisso di fede cristiana, infatti, viene posizionato su un più “pagano” palo, simbolo della rinascita primaverile della natura.

Ad Enna città, infine, la processione del Venerdì Santo, si svolge alla luce di torce, nel più totale silenzio delle migliaia di fedeli, i quali seguono i rappresentanti del clero, in prima fila, e i rappresentanti delle 15 confraternite di origine medievale della città.

Le tradizionali feste di maggio e giugno

Passato il periodo pasquale, in provincia di Enna, è tempo di pensare alle altre feste primaverili, come quelle dedicate a San Filippo ad Agira (11 maggio) e ad Aidone (1 e 11 maggio). In concomitanza con il San Filippo del 1 maggio ad Aidone c’è anche l’usanza di recarsi a piedi al paese (dai centri limitrofi), per chiedere al santo grazie particolari o per sciogliere un voto fattogli in precedenza. 

I santi patroni sono altrettante occasioni per fare festa in ognuno dei paesi della provincia: Sant’Antonio il 13 giugno a Leonforte, San Calogero a Villarosa il 18 giugno, San Silvestro il primo sabato di giugno a Troina, San Cataldo a Gagliano Castelferrato alla fine di luglio, San Sebastiano a Cerami il 28 agosto, San Prospero e Santa Rosalia a Centuripe, San Prospero e SS. Maria delle Grazie a Catenanuova alla fne di settembre, per non citarne che alcuni.

Arabi, Normanni e Santa Vergine a Piazza Armerina per il Palio

Una tradizione sulla quale non si può assolutamente sorvolare è quella del Palio dei Normanni: si tiene a Piazza Armerina, dal 12 al 14 agosto ed è l’occasione per festeggiare al contempo l’Assunzione della Madonna, patrona della città (Ferragosto) e la liberazione della Sicilia dai Normanni avvenuta nel XII secolo.

Per rievocare l’impresa del Conte Ruggero d’Altavilla, da 68 anni oramai, la città di Piazza Armerina organizza il Palio: i quattro quartieri, organizzati in sbandieratori, dame, cavalieri ed altri figuranti, sfilano per le vie della città durante le tre giornate. Inoltre, i cavalieri si affrontano nella Quintana del Saraceno, una serie di giochi di abilità con mazza, lancia, giavellotto e giostra saraceno. I suggestivi costumi d’epoca rendono l’evento emozionante ed imperdibile.

In occasione della liberazione dagli arabi, il Papa fece dono a Ruggero di un vessillo raffigurante la Vergine Maria; questo vessillo fu donato alla città e, da allora, questo viene portato in processione, in occasione del Palio.

Le tradizioni culinarie di dicembre e le feste natalizie

Concludiamo questa rassegna, citando en passant le tante occasioni di fare festa e degustare ottimo cibo che la provincia di Enna offre: i Morti, che come in buona parte del Sud, portano i doni ai bambini, la vendita dei “dolci della bontà” ad Enna, la festa del patrono di Nicosia il 6 dicembre, San Nicola di Bari, la sagra della Cuccìa (piatto tipico a base di grano, da degustare dolce con la ricotta o salato con la carne di agnello) a Pietraperzia, il 13 dicembre, …

I nove giorni che precedono Natale, in buona parte della provincia di Enna, si assiste alla “novena: ogni tardo pomeriggio, una piccola banda di musicisti si sposta lungo un percorso che si snoda per le vie principali del paese, dove sono state precedentemente preparate delle “stazioni”. In corrispondenza di ogni stazione, individuata da un falò per attirare i curiosi, la banda si ferma per suonare e cantare le tipiche canzoni natalizie; attorno a loro, la folla di cittadini, fedeli o meno, si ferma ad ascoltare. 

La novena è una tradizione tipica di Piazza Armerina, ma si può ritrovare in forme leggermente diverse anche a Valguarnera e Barrafranca.

Dalla Tradizione alla Modernità: Enna, Feste e Casinò Online

Le feste religiose, popolari e sagre di Enna rappresentano l’essenza profonda della cultura siciliana, radicate in tradizioni secolari e capaci di unire le persone in celebrazioni collettive. Questo patrimonio culturale, che sottolinea l’identità locale, può essere parallelo all’emergere dei casinò online esteri in Italia. A prima vista, potrebbero sembrare due mondi lontani, ma in realtà entrambi rappresentano il desiderio di condivisione e connessione. 

Mentre le feste di Enna riuniscono la comunità in momenti di gioia, tradizione e spiritualità, i casinò online rappresentano un nuovo modo per gli italiani di connettersi con un’esperienza di gioco globale. Entrambi riflettono il desiderio dell’essere umano di sperimentare, celebrare e condividere, sia che si tratti di una sagra centenaria che di un gioco digitale. 

In un mondo sempre più globalizzato, le tradizioni locali e le nuove forme di intrattenimento coesistono, ricordandoci che, nonostante le differenze, la nostra ricerca di connessione e condivisione rimane immutata.

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Redazione