Ritorno Province, la pacca sulla spalle che non convince

Intervistato sull’ipotesi di approvare il disegno di legge che reintroduce l’elezione diretta degli organi di governo negli enti intermedi il Presidente dell’ARS Galvagno (nella foto Ansa) si è detto possibilista, “avendo avuto interlocuzioni a Roma ed essendo stato rassicurato sul fatto che potremmo andare avanti con il voto”.

La pacca sulle spalle di Calderoli

Il Presidente Galvagno, evidentemente, si riferisce alla pacca sulla spalla che il Ministro Calderoli ha ritenuto di confermare, visto che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha omesso d’impugnare l’ultima proroga dei commissariamenti nonostante il divieto affermato dalla Corte costituzionale.

Il nodo della costituzionalità

Noi avremmo preferito che il Presidente dell’ARS si fosse premunito di adeguate interlocuzioni con la giurisprudenza costituzionale di uno Stato di diritto al quale ci si richiama non sempre convintamente. E poiché i diritti politici sono diritti pieni di ogni cittadino, il “colpo di mano” che l’ARS si prepara a fare non potrà evitare il giudizio di costituzionalità, neanche in presenza delle citate rassicurazioni. L’ARS, che continua a rifiutarsi di modificare l’art. 15 dello Statuto siciliano, si trova infatti tra l’incudine e il
martello.

L’elezione indiretta

Qualora si provvedesse ad approvare il ritorno all’elezione diretta, saranno i consiglieri comunali a promuovere il giudizio incidentale di costituzionalità di una legge che li priva del diritto di elettorato attivo assicurato da un modello di ente intermedio fondato sull’aggregazione dei Comuni e quindi sull’elezione indiretta degli organi di governo.

L’elezione diretta

Nel caso in cui, invece, il Governo regionale dovesse ancora attendere la parallela contro riforma della legge statale Delrio che, com’è noto, ha stabilito il principio dell’elezione indiretta, saranno i cittadini a promuovere il giudizio incidentale di costituzionalità di una legge che, disponendo l’ennesima proroga dei commissariamenti, ha finito per privarli sine die del diritto di eleggere i propri rappresentati locali.

Massimo Greco