Estorsioni nel Dittaino, Calcagno esce dal carcere, Tribunale, “ai domiciliari”

I giudici del Tribunale di Enna ha disposto la scarcerazione di Sebastiano Calcagno, 37 anni, condannato a 7 anni ed 8 mesi al termine del processo di primo grado su mafia ed estorsioni nel Dittaino.

Le motivazioni dei giudici

E’ stata accolta l’istanza del legale dell’imputato, l’avvocato Sinuhe Curcuraci, per cui il 37enne è stato trasferito in un’abitazione, agli arresti domiciliari.  Secondo le motivazioni dei giudici, “le esigenze cautelari alla base dell’adozione della originaria misura custodiale, seppur ancora sussistenti, soprattutto sotto forma della possibilità di reiterazione delle medesime condotte criminose, risultano parzialmente scemate in ragione delle rimodulazione del quadro accusatorio  in seguito della decisione di primo grado”.

L’avvocato Curcuraci

In merito alla decisione dei giudici, “in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza che ha visto condannato Calcagno solo per un reato di estorsione e assolto per il 416 bis esprimiamo soddisfazione per la sostituzione della misura” fa sapere l’avvocato Curcuraci.

La sentenza in primo grado

Oltre a Calcagno, sono stati condannati dal Tribunale di Enna Sebastiano Gurgone (9 anni e 6 mesi), Giuseppe Scibona (7 anni ed 8 mesi), e Cristoforo Scibona ( 7 anni ed 8 mesi) mentre sono stati assolti l’imprenditore di Valguarnera Antonino Martorana e Rosario Greco.