Rinnovo dei contratti ed accoglienza dei minori stranieri: la cooperazione sociale non può essere lasciata sola
Comunicati Stampa - 29/08/2025
“Registriamo con allarme la sofferenza delle cooperative sociali messe sempre più a dura prova nella loro sostenibilità d’impresa. La sottoscrizione di un accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, privo di sufficiente elasticità temporale ed adeguati meccanismi di gradualità, ha di fatto messo in crisi la cooperazione sociale che meglio avrebbe potuto gestire questa fase di transizione anche in ragione della specificità dell’istituto del socio – lavoratore. Oggi è necessario un adeguamento urgente delle rette e dei corrispettivi previsti nei contratti in essere con la pubblica amministrazione. È questo l’appello che rivolgiamo al governo regionale e a tutte le stazioni appaltanti dell’isola”.
“La situazione, tuttavia, ha assunto tratti surreali – dichiarano l’Ing. Andrea Amico, Presidente nazionale UNCI e della Federazione regionale UNCI Sicilia, e il Dott. Paolo Ragusa, Presidente ANCOS UNCI (Associazione Nazionale delle Cooperative Sociali aderenti all’UNCI) – il costo del lavoro – che rappresenta la principale voce di spesa nei bilanci delle cooperative sociali – è stato incrementato in misura straordinaria (stimato intorno al 30%), senza che a questo aumento sia stato affiancato un meccanismo automatico di adeguamento dei ricavi. Le cooperative sociali si trovano così nell’assurda condizione di dover applicare gli aumenti salariali previsti dal nuovo CCNL, senza però disporre delle risorse necessarie per farlo. Una condizione aggravata dall’azzeramento degli utili aziendali, già erosi negli anni passati da altri rincari – si pensi, ad esempio, all’impennata del costo dell’energia”.
“Nel frattempo, un ulteriore colpo alla cooperazione sociale arriva – aggiungono – dalla decisione del Ministero dell’Interno di ridurre del 65% i trasferimenti agli enti locali destinati a coprire gli oneri dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA). Questa accoglienza, importante per il nostro Paese che ha tanto bisogno di “gioventù”, nella sua società e nella sua economia, è tutta caricata sulle spalle della cooperazione sociale che lavora in convenzione con i comuni. Ora, questi ultimi si ritrovano il 100% dell’onere dell’accoglienza e solo il 35% del contributo riconosciuto dal fondo nazionale per l’accoglienza dei MSNA, addirittura con effetto retroattivo. La circolare del Viminale n.23156, pubblicata lo scorso giugno, ridefinisce il contributo per l’anno 2025, senza dimenticarci che ancora mancano le risorse per coprire tutta la spesa sostenuta nell’anno 2024.
“Noi continueremo a chiedere agli enti locali il pagamento delle nostre fatture – continuano – ma i comuni per pagarci dovranno rinunciare ad erogare altri servizi indispensabili ai cittadini. Altrimenti dovranno persino scegliere la strada del contenzioso o addirittura dichiarare il dissesto finanziario. Siamo dalla parte dei sindaci, perché non si possono cambiare in corsa le regole del gioco. Per questo chiediamo al governo nazionale di garantire agli enti locali il contributo nella misura piena per coprire tutti gli oneri già sostenuti e quelli che andranno a sostenere per l’anno in corso. Intanto però si riorganizzi l’accoglienza, inserendo tutti i MSNA nel SAI (Sistema di Accoglienza ed Integrazione), anche con procedure di estensione del sistema alle comunità oggi escluse dallo stesso, sempre tramite i comuni, azzerando del tutto la procedura dei rimborsi del fondo nazionale dedicato. Non fermiamoci alla questione finanziaria, ma utilizziamo questo dibattito per migliorare il sistema dell’accoglienza per i MSNA. È evidente, che con queste dinamiche, si nega il ruolo di servizio e la funzione di sviluppo della cooperazione sociale, riducendola invece a uno strumento di mera compensazione delle inefficienze e delle lacune prodotte nelle sedi decisionali”.