Influenza K, l’ondata colpisce anche l’Ennese: molti costretti a letto

L’influenza stagionale sta colpendo con forza anche la provincia di Enna, dove negli ultimi giorni si registra un aumento significativo di persone costrette a letto con febbre alta, dolori muscolari e sintomi respiratori. Si segnala un incremento delle richieste di assistenza, in linea con l’andamento nazionale di una delle stagioni influenzali più intense degli ultimi anni.

La febbre nell’Ennese

La nuova ondata influenzale, che si colloca tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, sta correndo più velocemente del previsto. Secondo i dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nell’ultima settimana monitorata si sono registrati oltre 816 mila nuovi casi in Italia, portando il totale stagionale a superare quota 6,7 milioni.

Il ceppo dominante: l’“Influenza K”

Al centro dell’attenzione sanitaria c’è un ceppo virale ben preciso, il virus influenzale A/H3N2 in una sua variante mutata, ribattezzata “Influenza K”. Si tratta di una forma che si sta dimostrando particolarmente aggressiva, con sintomi più intensi e una maggiore probabilità di complicazioni, soprattutto nei soggetti fragili.

Secondo l’ISS, oltre il 40% delle sindromi respiratorie acute rilevate è attribuibile a virus influenzali e, in più della metà dei casi, proprio alla variante K. L’incidenza media nazionale ha raggiunto i 14,7 casi ogni 1.000 abitanti, ma con valori molto più elevati tra i bambini più piccoli.

Bambini e anziani le fasce più colpite

A preoccupare maggiormente è la distribuzione dei contagi per fascia d’età. I bambini sotto i 4 anni risultano i più colpiti, con un’incidenza che arriva a circa 42 casi ogni 1.000 assistiti, quasi tre volte la media generale. Anche nell’Ennese, i pediatri registrano un aumento di accessi per febbre alta e difficoltà respiratorie.

Non meno esposti sono gli anziani, in particolare gli over 80, per i quali l’influenza può trasformarsi in una patologia grave. A livello nazionale, in quasi un caso su due di insufficienza respiratoria negli anziani è presente una polmonite, spesso come complicanza dell’infezione influenzale.

Effetto festività e possibile nuova impennata

Nella settimana compresa tra il 22 e il 28 dicembre si è registrata una lieve flessione dell’incidenza, scesa a 14,5 casi ogni 1.000 assistiti rispetto ai 17,1 della settimana precedente. Secondo gli esperti, si tratta però di un rallentamento solo apparente, legato al cosiddetto “effetto Natale”: meno visite mediche e scuole chiuse.

Con la riapertura delle scuole dopo l’Epifania, l’Istituto Superiore di Sanità prevede una possibile nuova impennata dei contagi, con il raggiungimento del picco stagionale nelle prossime settimane.

Polmoniti e ricoveri in aumento

L’aggressività della variante K si manifesta anche nell’aumento delle complicanze. In diversi ospedali italiani si segnala un incremento di polmoniti virali e casi di insufficienza respiratoria, soprattutto tra bambini piccoli e anziani. Nei bambini sotto i sei anni, le forme più gravi possono richiedere il ricovero ospedaliero e, in alcuni casi, il trattamento in terapia intensiva.

L’allarme dell’ISS: no agli antibiotici

L’Istituto Superiore di Sanità ha ribadito un punto fondamentale: l’influenza non si cura con gli antibiotici. «Assumerli senza indicazione medica è inutile e potenzialmente dannoso», avverte l’ISS, sottolineando come l’uso improprio favorisca la resistenza batterica e renda più difficili eventuali cure future.

Prevenzione e buone pratiche

Il vaccino antinfluenzale resta la principale forma di prevenzione, soprattutto per anziani, bambini piccoli e persone con patologie croniche. Accanto alla vaccinazione, restano valide alcune semplici regole di comportamento: lavarsi spesso le mani, coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, evitare contatti stretti in caso di sintomi e restare a casa con febbre o disturbi respiratori.