Bilancio partecipato, Bottega culturale: “Basta a illazioni su brogli, non temiamo il riconteggio”
Enna-Cronaca - 10/01/2026
Bottega culturale rigetta “le accuse implicite o esplicite di brogli” che sarebbero emerse in occasione del voto sul Bilancio partecipato. E lo fa con la portavoce dell’associazione, Manuela Acqua, che rivendica non solo il buon operato di Bottega culturale ma anche il suo successo, in termini di preferenze. Nelle ore scorse, il Comune di Enna ha deciso di procedere al rinconteggio dei voti dopo aver scoperto che alcune preferenze erano finite in spam. “Bottega Culturale ha accolto questa decisione con assoluta serenità, ribadendo che fare chiarezza è un dovere verso la cittadinanza. Chi lavora correttamente non teme verifiche. E, personalmente, ritengo che le modalità di voto indicate dal Comune debbano essere riviste” afferma la portavoce.
L’attacco a Greco: “Lui appartiene all’Arci”
L’esponente di Bottega culturale denuncia “continue illazioni che, soprattutto sui social network, stanno tentando di delegittimare il lavoro svolto da Bottega Culturale e dai suoi sostenitori” e contestualmente attacca il consigliere del Pd di Enna, Marco Greco, tra i primi a criticare lo spoglio in quanto certo della mancanza di centinaia di voti”.
La portavoce tiene a precisare che Greco è parte interessata “per la sua appartenenza all’ARCI” ed in merito alle metodologie di raccolta dei consensi l’esponente di Bottega culturale afferma che il consigliere del Pd ha “omesso di ricordare come proprio l’ARCI, per prima, abbia organizzato una serata pubblica in un noto locale ennese, durante la quale era stato allestito un punto dedicato alla richiesta e alla raccolta dei voti per il progetto”.
“Comunicazione progetto Arci fuorviante”
“Un’iniziativa legittima, certo, ma che rende quantomeno singolare, e poco credibile, l’attuale tentativo di dipingere altri come scorretti” aggiunge la portavoce, la quale fornisce un altro particolare, cioè di aver segnalato al Comune “che la comunicazione pubblica di quel progetto, attraverso locandine e contenuti social (mi piace ricordare il video girato davanti il Cinema Grivi da tre apparteneti all’ARCI), potesse risultare oggettivamente fuorviante, lasciando intendere ai cittadini la possibilità di una riapertura del Cinema Grivi”.
Le accuse ad alcuni esponenti del Pd
L’esponente di Bottega culturale attacca “alcuni esponenti e ambienti riconducibili al Partito Democratico” che “hanno contribuito, direttamente o indirettamente, a sostenere una narrazione fatta di allusioni e sospetti”. Infine, “preoccupa inoltre il fatto che, parallelamente alla diffusione di sospetti infondati, si stia arrivando ad invocare apertamente l’annullamento dell’intero percorso di bilancio partecipato, non per reali criticità accertate, ma per finalità che appaiono sempre più strumentali”.